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Saldi a Reggio Emilia, partita la corsa all'affare

Saldi a Reggio Emilia, partita la corsa all'affare

Donatella Prampolini (Confcommercio): «Dobbiamo recuperare un anno orribile». Ganassi (Confesercenti): «Opportunità per tutti»

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REGGIO EMILIA Arrivano i saldi, anticipati rispetto al passato e accolti da un coro: siano i benvenuti. Lo dicono i consumatori, perché in questo modo potranno cercare di risparmiare qualche euro, magari acquistando prodotti che desideravano già da qualche tempo. E lo confermano anche i commercianti, perché così potranno cercare di incassare qualche euro in più.

Nei negozi reggiani (come peraltro nel resto della regione) la merce potrà essere venduta con sconti che varieranno mediamente da una percentuale del 30 fino al 50 per cento (in qualche caso anche di più) e, analogamente, gli acquisti potranno lievitare in analoga misura. Almeno secondo quanto sperano i commercianti.

«Meno male che partono i saldi – osserva Donatella Prampolini presidente provinciale Confcommercio – dobbiamo cercare di recuperare da un anno, il 2014, che potremmo definire “orribile”. Dunque non perdiamoci d’animo e vediamo se quella dei saldi anticipati sarà una iniziativa in grado di risollevare i bilanci e gli umori dei nostri associati». Ma il periodo natalizio è andato male? «Ha semplicemente confermato il trend delle ultime stagioni. Un tempo le grandi vendite prendevano avvio con un mese di anticipo: era la festa di San Prospero, il 24 novembre, ad inaugurare la stagione. Da quando è iniziata la crisi, e quindi anche questa volta, tutto si è invece concentrato nella settimana precedente il Natale».

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Di qui l’attesa per l’avvio dei saldi. «Proprio così. Ci sono stati timidi segnali di risveglio e dunque cerchiamo di guardare con uno sguardo leggermente più ottimistico al futuro. Fra qualche tempo proveremo a rifare i conti con la speranza che almeno con i saldi i conti tornino».

Anche da Confesercenti riservano speranze per l’avvio dei saldi: «Ci siamo espressi a favore di un avvio anticipato – aggiunge Roger Ganassi, direttore provinciale Confesercenti – per avere nuove occasioni di incasso ed aprire ulteriori opportunità d’acquisto ai consumatori. D’altra parte sono già alcuni anni che si tendeva ad anticipare questa data. Il motivo è sempre lo stesso: cercare di recuperare quel che non si è incassato prima».

Sui consumi di fine anno, fa sapere Ganassi, «le nostre rilevazioni a livello nazionale, che si rispecchiano però fedelmente in ambito locale, parlano di una contrazione generalizzata dei consumi con due sole eccezioni in rialzo, due prodotti alimentari: la birra e le uova»

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Due curiosità che trovano anche una spiegazione, legata alle nostre tradizioni e alle nuove tendenze: «Una ragione è prettamente locale: Reggio Emilia è una delle capitali della gastronomia e quindi sulla tavola nessuno ha voluto mancassero i piatti tradizionali. Per quel che riguarda la birra penso si tratti di un cambio culturale. Sono andate infatti bene le produzioni nuove, quelle di carattere artigianale, prodotti selezionati alla stregua dei grandi vini. Più facile la spiegazione per l’elevato consumo di uova. Quasi l’88% delle famiglie ha scelto di trascorrere il fine anno in casa. E allora si è lavorato parecchio in cucina per non far mancare alcune specialità nostrane».

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