Trasporti e disagi il vicesindaco rassicura gli studenti
Castellarano: Iotti incontra i vertici di Fer, Tper, Act e Seta «Due nodi cruciali da risolvere ma ce la metteremo tutta»
CASTELLARANO. Ritardi dei treni in val Secchia, si lavora per migliorare la situazione dopo mesi di disagi, ritardi e corse annullate.
A Reggio, in vista della riapertura delle scuole, si è tenuto un incontro fra il vicesindaco di Castellarano Paolo Iotti e i responsabili di Act, Seta, Fer e TPer, che si occupano dei trasporti su gomma e rotaia per gli studenti. Una riunione chiesta da Iotti dopo una serie di problemi a metà dicembre, che hanno lasciato a piedi tanti studenti di Castellarano al rientro dalle lezioni in città.
Per i ragazzi del territorio le difficoltà sono principalmente due. La prima riguarda il ritorno a casa: il treno che parte da Reggio alle 13.15 e dovrebbe arrivare a Sassuolo alle 13.56 «è arrivato nell’ultimo mese spesso in ritardo, così è stato impossibile prendere la coincidenza, autobus per Castellarano in partenza alle 13.58», spiega il vicesindaco nel resoconto sulla sua pagina Facebook.
Il secondo inghippo è invece al mattino. La corsa che da Reggio alle 6.59 dovrebbe portare a Sassuolo alle 7.39 non è spesso puntuale, e «nel frattempo il bus navetta per le scuole di via Bologna e la zona delle piscine è partito, e gli studenti sono a piedi».
Questi ritardi sono dovuti a una serie di fattori urbanistici e ambientali. In primis, vi sono rallentamenti dovuti a cause tecniche in due punti, in via Cugini alla periferia di Reggio e vicino a Casalgrande. Nel tratto scandianese fra Bosco e Pratissolo si trovano circa 3500 metri «in cui il treno deve andare più piano, anche qui per problemi legati alla stabilità della strada ferrata», continua Iotti.
C’è poi l’intoppo della stazione di Bosco, forse il guaio più serio. «E’ costruita su una palude», spiega il vicesindaco citando quanto detto a lui.
«Perciò, fino che vi transitavano solo treni passeggeri, non vi erano sostanziali problemi di tenuta del terreno, ma ora, con il transito di numerosi treni merci sempre più pesanti e lunghi fino a 500 metri, il terreno cede e viene a mancare la stabilità della linea ferroviaria». Infine, vi sono problemi di gestione dei treni alla stazione reggiana: «Rfi, che gestisce la movimentazione su binari a Reggio, non sempre da spazio ai treni passeggeri quando ha sui binari dei treni merci».
Da lì si accumulano ritardi di partenza, a cui unire quelli lungo la via. Ora resta da risolvere la questione, o almeno da limitarne l’impatto. Per i rallentamenti a Reggio e Casalgrande, «Fer si è impegnata a rimuovere nel giro di pochi giorni i due rallentamenti, risolvendo i problemi tecnici».
Per quelli fra Bosco e Pratissolo, «a partire dal 20 di gennaio – clima permettendo – inizieranno i lavori per mettere in condizioni ottimali il tratto».
Nel frattempo, finché il ritardo proseguirà, a Sassuolo verrà allestito un bus navetta per i “ritardatari”: «Mi impegnerò a parlare con i presidi perché non lascino fuori gli studenti tutta la prima ora per 10 minuti di ritardo dovuti a problemi ferroviari e non a negligenza dei ragazzi, come invece avviene adesso», garantisce il vicesindaco. Per il ritardo al rientro da Reggio, non sarà possibile mettere un bus apposito, ma si è trovata una pezza momentanea: «I responsabili del trasporto ferro e gomma si sono accordati che, in caso di ritardo che non consenta di prendere la coincidenza, ci sarà uno scambio di telefonate e il bus aspetterà». Se per i disagi alla stazione di Bosco per ora c’è poco da fare, visto che l’intervento costa oltre tre milioni di euro, per la gestione dei convogli in stazione a Reggio Iotti cercherà di contattare i vari referenti per ridurre i tempi.
Adriano Arati
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