Boato nella notte, una tragedia sfiorata
Rubiera, vandali in via Manzoni: distrutta la cassetta postale e la colonna di mattoni. Altro episodio a San Martino in Rio
RUBIERA. Una cassetta delle lettere esplosa, il colonnino distrutto, mattoni sparpagliati per metri. Tutto con un detonante. Forse voleva essere uno scherzo, ma decisamente non un buon scherzo, quello avvenuto la notte scorsa in via Manzoni 3 a Rubiera, all’ingresso dell’abitazione del 50enne Marco Lanzi. Poco dopo l’una gli abitanti della zona, formata principalmente da villette a schiera, sono stati svegliati da un boato violentissimo. Anche Lanzi ha ovviamente sentito il rumore, ma in un primo momento non ha pensato che riguardasse la propria casa.
Invece, pochi minuti dopo alcuni vicini hanno suonato al campanello, per informarlo che buona parte del suo accesso era stato distrutto. L’uomo è subito uscito, trovandosi di fronte calcinacci e mattoni, il cancello devastato e la cassetta della posta davanti alla porta, contro cui si era fermata.
«Ho sentito il botto, fortissimo, ma non pensavo fosse avvenuto davanti a mia casa. Nei giorni scorsi c’erano già stati botti e petardi scoppiati in zona, pensavo fosse un’altra cosa simile» – spiega Lanzi. Il 50enne ha subito chiamato i carabinieri, che hanno raggiunto via Manzoni e ricostruito l’accaduto. Dei vandali hanno acceso un potente detonante e lo hanno buttato nella cassetta delle lettere, dove è esploso. La deflagrazione ha devastato il contenitore in metallo e la colonnina di cemento e mattoni su cui era sistemata, a fianco del cancello di ingresso.
Una ventina di mattoni e il blocco principale di cemento sono volati in mezzo alla strada, mentre la cassetta è stata sbalzata a gran velocità contro la porta della casa, a quasi dieci metri di distanza, dove la sua corsa si è forzatamente interrotta.
«Senza la porta avrebbe continuato per parecchi altri metri. Chi ha buttato il detonante non ha pensato alle conseguenze del suo gesto. Poteva passare una macchina, poteva passare qualcuno, i detriti sono volati per parecchi metri e avrebbero potuto essere pericolosissimi» – mastica amaro Lanzi. L’uomo non pensa a un gesto premeditato contro di lui o contro la sua famiglia, ma a una pesantissima ragazzata: «Probabilmente non sono scesi nemmeno dalla macchina, si sono accostati e hanno buttato il petardo. Non credo proprio che ce l’avessero con noi in particolare, avranno pensato di fare uno scherzo. C’erano stati altri botti nei giorni precedenti, ma niente di simile a questo» – commenta. Anche secondo i carabinieri rubieresi questa è al momento l’ipotesi principale. Probabilmente un gruppo di ragazzi appassionati di botti doveva finire le scorte accumulate per capodanno, e ha pensato bene di farlo prendendosela con una cassetta delle lettere in una zona residenziale, poco trafficata nelle ore notturne. Senza curarsi però della notevole potenza del detonante, che avrebbe potuto provocare danni ancora più pesanti o ferire qualcuno.
Un episodio analogo, ma con conseguenze meno gravi, si è verificato a San Martino in Rio, in corso Umberto I, ai danni del negozio “Le scarpette di Greta” di Stefania Leonardi: danneggiata, in modo irreparabile, la cassetta postale.
Adriano Arati
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
