Gazzetta di Reggio

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Cocaina purissima dal Sud America alla Bassa reggiana

di Elisa Pederzoli
Cocaina purissima dal Sud America alla Bassa reggiana

Il narcotest conferma: la droga non era ancora stata tagliata Sequestro da 30mila euro fuori dall’A22, in tre in manette

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REGGIO EMILIA. Oltre 800 grammi di cocaina, praticamente purissima. Di provenienza probabile dal Sud America. E senza che, dal suo primo approdo in Italia, sia passata per altre mani. Una sostanza che per mole e qualità vale almeno 30mila euro. E avrebbe potuto fruttare centinaia di dosi, una volta tagliata.

Sono i dettagli che emergono dopo il triplice arresto da parte degli agenti della Squadra mobile la notte di San Silvetro, appena fuori dal casello di Reggiolo dell’A22.

A finire in manette sono stati due cittadini dominicani, Angel Paralta, 30 anni, e Johan Ulloa, 28, e il pakistano 34enne residente a Luzzara Hussain Zafar, quest'ultimo incesurato. Ai controlli degli agenti in borghese, i due dominicani – con precedenti specifici e senza fissa dimora – hanno esibito passaporti in cui sono indicate numerose attestazioni di ingresso ed uscita dall’Europa. Un particolare abbastanza sospetto. Inoltre, non ha convinto gli investigatori la giustificazione dei tre circa la loro presenza nel Reggiano. Hanno detto: «Siamo di rientro dal Capodanno festeggiato all’estero». Peccato, però, che fosse solo l’una dopo la mezzanotte e il confine sia piuttosto lontano dal luogo in cui sono stati intercettati perché quelle parole potessero essere ritenute credibili.

La cocaina era nascosta in auto, suddivisa in vari ovuli. Ma 120 grammi erano tenuti a parte. I primi accertamenti con narcotest hanno evidenziato, da subito, un elevato grado di purezza dello stupefacente in cui era presente un altissimo grado di principio attivo: almeno l'80%. Ciò fa ritenere che arrivi direttamente dal Sud America e che non ci siano stati passaggi intermedi.

Per i tre sono scattate le manette. Ma le indagini per capirne la provenienza e la destinazione proseguono.

Ieri mattina i tre, in carcere, sono comparsi davanti al giudice Cristina Beretti per la convalida. Solo uno dei due dominicani, difesi dall’avvocato Federico De Belvis, ha voluto parlare: Peralta, che ha detto di non sapere niente della droga e di aver accettato di fare quel viaggio per venire a cercare lavoro in Italia.

Per tutti e tre è stato convalidato l’arresto e disposta la custodia in carcere.

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