Convegno omofobo, architetto reggiano contro Maroni
Il reggiano Mattia Villa, da anni residente a Milano ha scritto al governatore della Lombardia: "Perchè la Regione patrocina questo convegno? E cosa c'entra l'omofobia con Expo 2015?"
REGGIO EMILIA. «Io non sto cercando di bloccare l'evento, né voglio polemizzare sui contenuti che verranno discussi durante il convegno. Voglio solo farvi riflettere sull'opportunità o meno che un ente pubblico quale Regione Lombardia sponsorizzi, ospiti e incoraggi questo genere di attività».
È questo l'incipit della lettera aperta che Mattia Villa, 30enne architetto reggiano ma che ormai dal 2003 lavora a Milano, dove ha la residenza e dove quindi vota e paga le tasse, ha spedito ieri a diversi mezzi stampa, includendo anche la stessa Regione Lombardia, e che, una volta condivisa sulla propria pagina Facebook, ha ottenuto molteplici condivisioni e messaggi di sostegno.
Il convegno "incriminato" cui fa riferimento la lettera aperta è quello balzato alla cronaca nazionale che si terrà il 17 gennaio, Giornata della famiglia, a Milano, organizzato da Obiettivo Chaire col patrocinio della Regione Lombardia; sarà proprio il governatore Roberto Maroni, della Lega Nord, a concluderne i lavori all'auditorium Testori.
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Fino a qui nulla di sospetto, non fosse il fatto che Obiettivo Chiare si propone come associazione che intende aiutare "giovani e meno giovani, feriti nella propria identità sessuale, in particolare per tendenze di natura omosessuale" e si dichiara impegnata nella "ricerca delle cause (spirituali, psicologiche, culturali, storiche) che contribuiscono alla diffusione di atteggiamenti contrari alla legge naturale". In parole povere, Obiettivo Chiare considera, senza tenerlo troppo nascosto, l'omosessualità una malattia.
Nello specifico, il titolo dato all'incontro è "Difendere la famiglia per difendere la comunità" e avrà tra i partecipanti la giornalista Costanza Miriano, autrice del libro “Sposati e sii sottomessa”. Poi ci sarà l'ex deputato Mario Adinolfi, "guru" delle Sentinelle in piedi. E infine Luigi Amicone, direttore del ciellino Tempi.
"La cosa che mi amareggia di più però - continua Mattia Villa - non è né il luogo, né i relatori ma il patrocinio della mia Regione con tanto di partecipazione diretta del mio governatore. Un governatore che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini, anche coloro che hanno idee e opinioni differenti. Anche me, e con me moltissimi altri, milioni di cittadini".
"Non voglio entrare nel merito dei contenuti: esiste la libertà di parola ed esistono realtà soggettive che non possono essere oggetto di discussione. Esistono tuttavia realtà oggettive che non vengono prese minimamente in considerazione, ma che al contrario vengono deliberatamente ignorate".
La polemica contro il convegno è d'altronde già infiammata da qualche giorno. "Roba da Medioevo" per Sel Lombardia; i giovani del Pd hanno già annunciato un presidio fuori dall'auditorium durante il convegno: «Andiamo a ricordare a Maroni che di famiglia non ce n'è una sola». Al presidio si uniranno anche i militanti dell'associazionismo gay e dell'Altra Europa con Tsipras.
E c'è di più: nella locandina dell'evento compare in bella vista il logo di Expo 2015: «Non comprendo cosa c'entri Expo2015», conclude Mattia Villa nella sua lettera, "che trattandosi di esposizione universale sul cibo dovrebbe parlare di altro. Questa lettera non vuole entrare nel merito delle opinioni: ogni singolo individuo ha il diritto di esprimere le proprie idee. Ma esistono anche cose come correttezza e competenza e in questo specifico caso sono proprio queste che vengono a mancare».
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