È “made in Reggio” il nuovo consiglio direttivo del Parco
LIGONCHIO. Dopo una lunga assenza, si è ricostituito finalmente l’organo collegiale di direzione del Parco nazionale dell’Appennino Tosc-Emiliano. Un Consiglio direttivo che ha una forte componente...
LIGONCHIO. Dopo una lunga assenza, si è ricostituito finalmente l’organo collegiale di direzione del Parco nazionale dell’Appennino Tosc-Emiliano. Un Consiglio direttivo che ha una forte componente reggiana, visto che ne fanno parte due sindaci del crinale e l’architetto reggiano Giuliano Cervi.
Il ritardo di diversi mesi alle nomine era stato dovuto ai ripetuti cambi di governo, ma anche alla modifica legislativa che ha ridotto da dodici a otto il numero dei componenti.
La comunità di Parco in questo periodo ha provveduto per due volte a individuare e segnalare le sue indicazioni al Ministero. Nella seduta del 22 ottobre dello scorso anno erano stati designati per far parte del consiglio direttivo, quattro rappresentanti locali, uno per ciascuna delle quattro province del parco.
Le segnalazioni sono state accolte dal Ministero dell’Ambiente che infine ha nominato Pier Romano Mariani, sindaco di San Romano in Garfagnana (già membro del direttivo precedente), Luigi Fiocchi, sindaco di Villa Minozzo, Roberto Cavalli e Sauro Petazzoni già amministratori locali di Monchio delle Corti (Pr) e Filattiera (Ms).
La altre quattro nomine sono Mauro Massa, designato direttamente dal Minitero dell’Ambiente, Martino Dolci, già membro del direttivo e sindaco di Ramiseto, designato dal Ministero dell’Agricoltura, Fernando Spina, designato dall’istituto per la ricerca ambientale, Giuliano Cervi, designato dalle associazioni di protezione ambientale.
Sul nuovo consiglio direttivo del Parco afferma il presidente dell’ente, Fausto Giovanelli: «Il Consiglio direttivo è una parte fondamentale dell’edificio dell’ente e ne è altresì un motore propulsivo. Per far fronte ai compiti di protezione ambientale, crescita culturale, ricerca e sviluppo di nuovi circuiti economici e sostenibilità nel contesto del nostro alto Appennino, impoverito di fondamentali risorse umane, servono competenze diverse, rappresentanza, legittimazione e collaborazioni estese oltre il territorio di riferimento».
E conclude Giovanelli: «Il nuovo consiglio direttivo dell’ente Parco rappresenta davvero una bella sintesi di territori e competenze. Potrà dare nuovi apporti e nuovo slancio all’Appennino e al suo Parco Nazionale in crescita». (l.t.)
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