Federazione fra le associazioni di stranieri
E’ l’obiettivo dell’assessore Foracchia che vuole confrontarsi solo con le realtà più rappresentative
REGGIO EMILIA. «Molte associazioni straniere sono poco rappresentative delle comunità di origine. Alcune erano più legate a singole persone o piccoli gruppi. Per questo con Mondinsieme abbiamo selezionato una trentina di associazioni che riteniamo rappresentative e, da queste, partirà la fase finale del nostro censimento sui luoghi di culto». È uno dei progetti al quale sta lavorando Serena Foracchia, assessore comunale alla Città interculturale, che in queste settimane insieme al collega Alex Pratissoli, al team comunale dell’Urbanistica e a Mondinsieme sta elaborando un censimento dei luoghi di culto delle diverse religioni presenti in città. Un progetto che dovrebbe essere concluso definitivamente entro aprile, le cui prime tappe preliminari hanno visto soprattutto un riordino delle numerose associazioni di cittadini stranieri che vivono a Reggio. «Sono circa una trentina le associazioni con cui abbiamo deciso di confrontarci – afferma Foracchia – È stata una selezione naturale, che deriva dalla scrematura di tutte le associazioni di stranieri proliferate nel tempo che non sono risultate rappresentative. Cosa che avviene spesso anche per quelle italiane. Il censimento riguarda invece i luoghi di culto esistenti: il lavoro che vogliamo fare con queste trenta associazioni è quello di far capire anche per il futuro le regole da seguire. Parliamo di tutti i culti, non solo quello islamico, che rappresenta una parte minore».
Per le trenta associazioni selezionate da Comune e Mondinsieme, l’obiettivo dell’amministrazione è quello di creare una federazione, in modo da avere un referente unico dei cittadini stranieri che vivono nella nostra città: «L’obiettivo è quello di unirle in un’unica federazione che avrebbe una capacità di interlocuzione di alto livello», aggiunge Foracchia.
E proprio dalle interviste dei referenti di queste associazioni si passerà al censimento dei luoghi di culto: «Il percorso è complesso. Non solo perché richiede conoscenza del territorio per fare una mappatura. Ma anche perché bisogna distinguere gli spazi di semplice aggregazione da quelli che invece possono essere definiti effettivamente luoghi di culto. Da parte delle associazioni selezionate, posso dire che c’è massima disponibilità. Sarà un punto di partenza per lavorare anche sull’integrazione scolastica e per interventi sulle zone calde della città, come la stazione o via Veneri». (e.spa.)
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