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la delibera

Provincia: 2,5 milioni ai dipendenti

 Provincia: 2,5 milioni ai dipendenti

L’ente conferma i bonus anche ai dirigenti e proroga 27 incarichi

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REGGIO EMILIA. Il governo tarda e la Provincia fa da sè. In attesa dei decreti attuativi che regoleranno l’iter di “smantellamento” delle province, Palazzo Allende ha prorogato 27 gli incarichi considerati strategici per il funzionamento dell’ente. Oltre a questo ha deciso di prorogare i “bonus” ai dipendenti per un valore di 2,5 milioni, 400mila euro dei quali vengono pagati ai dirigenti.

Una doppia delibera che mette al sicuro l’amministrazione in attesa delle decisioni da parte di Roma, che ha lasciato un vuoto normativo nella riforma dell’ente, deciso ad andare avanti con la normale amministrazione fino a che non saranno decretate le nuove e più stringenti regole anche sul fronte occupazionale.

I bonus fanno parte del sistema di incentivi assegnati in base al merito lavorativo, concertati con i sindacati e regolati dai contratti integrativi. Le risorse messe a disposizione derivano anche dal piano di razionalizzazione della spese dell’ente, che ha stretto al cinghia su molti fronti visti i tagli già impartiti a livello centrale. Lo scorso ottobre la nuova giunta provinciale presieduta da Giammaria Manghi ha rinnovato la sua disponibilità a versare il salario accessorio, confermando il sistema di premialità.

Il secondo passo è stato deliberato sempre a fine 2014 e riguarda le cosiddette “alte professionalità” e le “posizioni organizzative” considerate necessarie affinché venga garantita la funzionalità dell’ente in tutti gli ambiti e il regolare svolgimento delle attività ordinarie, organizzative e gestionali, nell’articolazione interna degli uffici dell’ente. Senza la conferma delle 27 posizioni strategiche, non sarebbe assicurata «la continuità dei servizi all’utenza e ai cittadini» scrive la Provincia nella delibera, «al fine di raggiungere tale obiettivo occorre mantenere il presidio e la preziosa collaborazione all’interno dei servizi e unità operative, forniti dai titolari di nel momento particolarmente delicato e complesso in cui si trova il progetto di riordino, non si ritiene funzionale e coerente con l’attuale fase di attesa di piena attuazione della riforma istituzionale, procedere a nuova individuazione, ma piuttosto confermare i titolari nelle posizioni attualmente rivestite, visti anche i positivi risultati raggiunti in ordine alle prestazioni fornite».

Ad ogni riga delle deliberazioni firmate dalla giunta, si può leggere una recriminazione sui ritardi da parte del governo, che sta portando ad un forte clima di incertezza nella gestione dell’ente e delle sue risorse. I tagli sono praticamente sicuri ma quale sarà l’assetto organizzativo non è per nulla scontato. Anzi, come sostenuto pochi giorni fa dal presidente Manghi, che attende di sapere quale sarà la fine dei 370 dipendenti rimasti in carico alla Provincia, destinati probabilmente a spostarsi verso altri enti per potersi assicurare un futuro professionale. (e.l.t.)

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