La picchia davanti ai bimbi, marito in cella
Schiaffi, calci e minacce di morte: donna di 36 anni racconta tutto ai carabinieri. Il coniuge finisce in carcere
REGGIO EMILIA. La prendeva a schiaffi e calci, senza alcuna remora e senza risparmiare le continue violenze ai figli, testimoni involontari di una storia familiare macchiata da continui episodi all’insegna del terrore. Una vicenda che ha oltrepassato le mura domestiche grazie al coraggio mostrato da una moglie, vittima del marito-aguzzino, che la costringeva a subire i suoi continui tradimenti, che era solito prenderla per il collo, minacciandola anche con un coltello. Poi però, ormai giunta al limite della sopportazione e preoccupata di poter restare vittima di peggiori conseguenze, la mamma reggiana - una donna di 36 anni della quale non è stato reso noto il nome per tutela dei figli minori e della sua privacy - ha deciso di recarsi nella caserma dei carabinieri, in Corso Cairoli, dove ha raccontato a fatica gli anni più difficili della sua esistenza, segnati dalla brutalità del marito, che due giorni fa è stato preso in consegna dagli agenti dell’Arma e condotto in carcere per volontà del sostituto procuratore Stefania Pigozzi, che ha ottenuto la misura cautelare dal gip del tribunale di Reggio.
La denuncia depositata dalla donna nei confronti del marito 35enne, anche lui reggiano, presenta una sequela di maltrattamenti che l’uomo metteva in atto per costringerla anche a rivelargli la password del cellulare e controllare così gli sms, minacciandola di morte fino al luogo dove la moglie lavora . Già una volta gli schiaffi avevano costretto la donna a ricorrere alle cure mediche per le contusioni riportate al volto. E pure lei, in passato, aveva provato ad allontanarsi dal marito: nel 2011 c’era stata la separazione tra i due ma poi, nel giugno del 2012, la convivenza era ripresa, tornando subito dopo all’insegna di sofferenze fisiche e psicologiche. La furia dell’uomo non si fermava nemmeno davanti ai familiari adulti, anche loro minacciati di morte.
Grazie alla testimonianza della donna sono stati avviate le indagini da parte dei carabinieri che hanno portato il marito dietro le sbarre sulla base del provvedimento di custodia cautelare. Solo pochi giorni fa il comandante provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia, Paolo Zito, aveva sottolineato durante l’incontro di fine anno l’aumento esponenziale delle liti in famiglia, con vittime in prevalenza donne, che nel 2014 hanno visto intervenire gli uomini dell’Arma per circa 1.800 volte con una media di 5 casi al giorno. Una sequenza che non conosce fine.
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