Gazzetta di Reggio

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Tabaccaia aggredita da un rapinatore

di Andrea Vaccari
Tabaccaia aggredita da un rapinatore

Colpo a Meletole di Castelnovo: l’aggressore getta a terra la donna ma deve fuggire senza bottino perché arriva il marito

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CASTELNOVO SOTTO. Attimi di paura lunedì sera nella tabaccheria di via Melegari a Meletole, dove la titolare è stata vittima di un tentativo di rapina. Erano circa le 19.30 quando Cinzia Morini, 50 anni, si stava apprestando come ogni sera a chiudere il negozio, con le normali operazioni. Le mancavano pochi minuti per concludere tutto, e aveva appoggiato la sua borsa su una sedia.

All'improvviso nella tabaccheria si è fatto avanti un uomo che aveva il volto nascosto da una sciarpa e la testa coperta dal cappuccio della giacca. Il malvivente si è diretto senza alcuna esitazione verso la donna, e quest’ultima, comprese le intenzioni di chi si aveva di fronte, si è precipitata sulla borsa per cercare di difenderla. A quel punto tra i due è natauna colluttazione nel corso della quale il rapinatore ha spinto la donna a terra per avere la meglio. Il trambusto ha però attirato l'attenzione del marito della 50enne, che si trovava nel retrobottega ed è arrivato in soccorso della consorte. Vistosi alle strette, il malintenzionato ha pensato bene di tagliare la corda per evitare complicazioni. E’ uscito, ma dopo qualche istante è rientrato. A quel punto la sirena d'allarme attivata dai due commercianti con il pulsante d'emergenza lo ha definitivamente convinto ad andarsene a mani vuote. L'incasso è rimasto al sicuro; forse il rapinatore è riuscito ad arraffare solo qualche “gratta e vinci”. In tutta fretta, è salito su un’auto (un'utilitaria scura che aveva lasciato con il motore acceso) e ha fatto perdere le tracce.

All'interno della tabaccheria sono rimasti la tabaccaia e suo marito, scioccati dall'accaduto ma abbastanza lucida per avvisare i carabinieri, che sono giunti in via Melegari nel giro di qualche minuto. Sul posto i militari hanno raccolto la testimonianza della donna e cercato di ottenere elementi utili per risalire all'identità dell'aggressore, anche consultando le immagini dell'impianto di sorveglianza del negozio.

A distanza di qualche ora dalla brutta esperienza, Cinzia Morini cerca di ricordare quegli attimi concitati: «Mi fa ancora male la schiena in seguito alla caduta – racconta la donna – ma sto bene. Certo, non è stato piacevole vivere una situazione del genere, ma sono consapevole del fatto che poteva andare molto peggio. Ero ormai pronta per chiudere quando quell'uomo è entrato. Ho capito subito che si trattava di una rapina, perché si è mosso con molta decisione. E' la prima volta che subisco una rapina, ma sinceramente sono stanca, perché si tratta già della sesta volta in cui la tabaccheria viene presa di mira con furti o tentativi».

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