Gazzetta di Reggio

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Troppe buche in città? «Non mancano i furbetti»

di Evaristo Sparvieri
Troppe buche in città? «Non mancano i furbetti»

Il Comune arruola nuovi avvocati, ma i lettori raccontano le loro disavventure In auto, a piedi o su due ruote: le storie di chi è vittima della scarsa manutenzione

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REGGIO EMILIA. Vittime o furbetti? E poi: le strade reggiane sono davvero un colabrodo? Dopo l’articolo apparso nei giorni scorsi sulla Gazzetta, sul web si è aperta la discussione tra i lettori. C’è chi racconta le proprie disavventure e chi, al contrario, ritiene che ci siano cittadini pronti a strappare risarcimenti non dovuto. I numeri parlano di una media di seicento sinistri all’anno per il Comune, in duecento dei quali è chiamato in giudizio. Una mole di lavoro che ha messo sotto pressione l’ufficio legale, a tal punto da spingerlo a cercare due nuovi avvocati per seguire tutte le pratiche, con un compenso di 30 mila euro ciascuno.

Nel mirino, i sinistri “passivi” fino a 10 mila euro: presunti danni causati dalla cattiva manutenzione delle strade e dei beni di cui è responsabile l’amministrazione. E, sul nostro profilo Facebook così come sul sito www.gazzettadireggio.it, si è aperto un piccolo dibattito, dove non manca chi ritiene sia meglio investire quei soldi per riasfaltare le strade, piuttosto che spenderli per assumere due avvocati. «Io sarei di quelli, che “ci ha provato” - racconta un utente che si firma Mirko AgArt’s – l’unico lato positivo della faccenda era che ero in auto e non in moto, se no probabilmente non sarei qua a scrivere». Ma cosa è successo? «Buca di circa 10 centimetri – aggiunge – distrutti due cerchioni dell’auto, nessun danno fisico. Fossi stato in moto, non me la cavavo con la sostituzione di due cerchi! E per la cronaca: non ci ho “provato” a trarre profitto. Riparazioni fatte in economia, rimborsate pari pari. Non ho comprato cerchioni nuovi, ma semplici cerchi usati». Cesare Corradi si definisce un ex ciclista: «Posso dire che strade così rovinate non ci sono mai state, poi che ci siano i furbetti è un altro problema ma se le strade fossero in ordine il problema non si porrebbe». Per Rossano Bianchi, «solo in tangenziale fino a poco tempo fa era tutta una buca, una vergogna. Abbiamo stazioni fantastiche e ponti famosi in tutto il mondo, poi siamo vergognosi». Dello stesso tenore Maria Cristina Gozzi, che ritiene le nostre strade «peggio di come le descriviamo».

Vittime delle buche sembrano essere cittadini di tutte le età. A piedi, in auto, in moto o in bicicletta: «Mia mamma un paio di mesi fa – scrive Alessandra Confetti – nelle vie limitrofe al cinema Olimpia, con poca luce e buche clamorose nell’asfalto, non ne ha vista una piuttosto profonda e vi ha letteralmente infilato il piede dentro cadendo e facendosi piuttosto male. Avrebbe dovuto sporgere denuncia contro il comune ma è stata una signora a non farlo». Quanto agli amanti delle due ruote: «Due settimane fa mia figlia per poco non è volata giù nel Crostolo. Era sulla ciclabile in via Dalmazia quando un altro ciclista per evitare una delle tante mega-crepe le andò addosso. Ditemi voi se la colpa era di quel ciclista, di mia figlia o del comune», afferma Jacqueline Sander. Ma c’è anche chi è dalla parte del Comune, più o meno. Come un lettore che si firma Matteo-Scratt Ramius: «Le strade non sono messe benissimo ma nemmeno fanno schifo. Soldi facili o almeno ci si prova e poi vada come vada».

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