Tutti con il naso all’insù per la cometa “verde” Lovejoy
Domani e sabato aperture straordinare negli Osservatori di Iano e Cervarezza: il passaggio della stella dovrebbe essere visibile fino al 16 gennaio
REGGIO EMILIA. A testa in su per Lovejoy, la cometa “verde”. Sino al 16 gennaio anche nel Reggiano gli appassionati di astronomia sono impegnati a pieno regime per osservare e registrare al meglio il passaggio della cometa Lovejoy, scoperta nel novembre scorso in Australia e caratterizzata da un bel colore verdognolo. Nell’emisfero boreale, dove si trova l’Italia, sarà visibile al meglio sino al 16 gennaio, per poi progressivamente diventare sempre più evanescente.
È un’occasione praticamente unica, perché si parla di una cometa di lungo periodo, con un periodo originale orbitale di 13.500 anni. Ora l’orbita si è ridotta di circa 5.000 anni, un lasso decisamente al di là delle singole possibilità umane. Nella nostra provincia verranno organizzate visioni notturne ad hoc in due dei più conosciuti osservatori locali.
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A Jano di Scandiano, oggi sabato 10 gennaio l’osservatorio astronomico Spallanzani sarà aperto dalle 21.15 sino alle 23, per poi replicare lunedì 12 e martedì 13 gennaio. Il costo del biglietto è di 3 euro a persona, gratuita per i bimbi sino ai sei anni.
A Costa Volpara, l’osservatorio sopra Cervarezza gestito dall’associazione Gadar, sono in programma due serate, oggi sabato 10 e domenica 11 gennaio. Oltre all’astro chiomato, verranno organizzate visione affiancate da esperti di Giove e dei suoi satelliti. Le richieste sono già molto numerose e le persone interessate sono invitate a prenotare il proprio posto a Cervarezza telefonando al numero 331 – 1055401. In entrambi i giorni si inizia alle 20,30, il biglietto costo 3,5 euro. Sia a Jano che a Costa Volpara le aperture sono state decise valutando le previsioni meteorologiche.
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Nel terzo osservatorio reggiano, a Castelnovo Sotto, si prosegue con l’attività ordinaria, dal mercoledì al venerdì. Questa sera, giovedì 8, vi sarà anche un’altra opportunità autonoma per vedere Lovejoy: «condizioni meteo permettendo, se qualcuno volesse con un binocolo osservare la cometa, potrà trovarla sul confine tra la costellazione dell'Idra e del Toro: si dovrà puntare Mintaka, la stella a destra della cintura della costellazione di Orione, e spostarsi di circa 23 gradi a ovest seguendo la linea dell'equatore celeste», spiega Marina Incerti, vicepresidente di A.s.f.a. (Associazione scandianese fisica astronomica), che gestisce la struttura di Jano.
Questa cometa prende il nome dal suo scopritore, l’astronomo australiano Terry Lovejoy, che l’ha notata nel novembre scorso mentre osservava l’area di cielo occupato dalla costellazione della “Poppa” da un sobborgo di Brisbane. Il nome tecnico è C/2014 Q2, e nell’emisfero boreale raggiungerà l’apice di visibilità dal 6 al 16 gennaio. «La cometa Lovejoy presenta una grande chioma di colore verde smeraldo e una tenue coda blu a delta formata da più rami. La singolare colorazione verde è determinata dalla ionizzazione delle molecole di C2 (carbonio diatomico)», spiegano dall’A.s.f.a.
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La cometa è in assoluto uno degli elementi astrali più luminosi, anche per le numerose tradizioni e credenze a cui è stata collegata nei millenni.
Di cosa si parla, nel dettaglio? «Le comete sono oggetti affascinanti e misteriosi che periodicamente attraversano il sistema solare percorrendo un’orbita fortemente ellittica, che le porta a passare vicino al sole e successivamente ad allontanarsi», raccontano sempre dall’osservatorio di Jano.
Anche l’origine è fascinosissima: «provengono dalla lontana Nube di Oort, un alone primordiale, residuo della formazione del nostro sistema planetario, che si estende per oltre un anno luce dal sole. Nella Nube di Oort orbitano invisibili dall’epoca della loro formazione; talvolta vengono deviate e scagliate verso l’interno del sistema solare, risultando così visibili dalla Terra».Non sono “astri fissi” e vengono scoperte nel corso degli anni, in modo più o meno casuale: «astronomi o astrofili che osservano sistematicamente il cielo o i cosiddetti “cacciatori di comete”, che scrutano con metodo la volta celeste alla ricerca di questi oggetti».
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Anche dall'osservatorio di via Prati Landi a Castelnovo Sotto sarà possibile ammirare il passaggio della cometa Lovejoy. La struttura castelnovese non organizza eventi speciali ma resta comunque aperta al pubblico – come ogni settimana – al mercoledì e al venerdì. Dunque, domani sera dalle 20.30 alle 23.30 sarà possibile entrare (gratis) e "piazzarsi" ai telescopi con la speranza di poter vedere lo storico passaggio. Gestito dall'Associazione reggiana astronomia, l'osservatorio castelnovese ospita spesso attività di ricerca, mostre, conferenze, corsi di aggiornamento rivolti ad insegnanti, collaborazioni con altri enti e osservatori.
L'osservatorio dispone di una sala conferenze dalla capacità di 70 persone, di ufficio, servizi igienici, camera oscura e una cupola con capienza di una trentina di persone attrezzata con strumenti astronomici amatoriali totalmente autocostruiti. Per vedere la cometa a occhio nudo bisognerà guardare a nord-ovest di Orione (la cui Cintura è riconoscibile dalle tre stelle allineate), nello spazio compreso fra le costellazioni di Eridano e del Toro (riconoscibile per la brillante stella Aldebaran). Se la luce della luna offuscherà lo spettacolo, a metà mese la cometa sarà visibile in tutta la sua bellezza perchè sarà alta sull'orizzonte. Non resta che sperare, dunque, in una serata senza nubi.
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