Gazzetta di Reggio

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REGGIO EMILIA

Un mese di attesa per cremare un defunto

Elisa Pederzoli
Un mese di attesa per cremare un defunto

La protesta del figlio di una defunta: "La bara di mia madre accatastata insieme a tante altre"

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REGGIO EMILIA Trenta giorni. E’ la risposta, giorno più giorno meno, che un cittadino reggiano si è sentito dare a Coviolo, per ottenere la cremazione della salma dell’anziana madre. «Un tempo esagerato, inaccettabile per una città come la nostra. Qualcuno mi deve chiedere scusa...» dichiara con forza Ermes Marani.

La questione è annosa. E sebbene a novembre dal Comune sia giunta notizia dell’affidamento dei lavori per la realizzazione, finalmente, di un nuovo forno crematorio, la scarsa resa del vecchio continua a fare discutere. E a mettere i familiari delle persone defunte in condizioni davvero difficili da sopportare.

Come quelli di Silla Bruschi, una signora di 82 anni venuta a mancare lo scorso 22 dicembre. «Quando è stato il momento di organizzare i funerali – spiega il figlio, Ermes Marani – mi è stato detto che per la cremazione, come richiesto espressamente da mia madre, ci sarebbe voluto del tempo». Era già successo nel 2001, quando era morto il padre. Ma allora aveva dovuto attendere “soltanto” dieci giorni. Stavolta, invece, l’attesa è assai più lunga.

Marani non ha voluto spostare la salma della madre sino a Parma o a Mantova, per una cremazione più veloce. Ha deciso di farla rimanere a Reggio, per regalarle un funerale con tanto di banda. Ma a quindici giorni dall’ultimo saluto, celebrato il 24 dicembre scorso, la bara è ancora in “lista d’attesa”. E in attesa, davvero, accatastata con altre decine di bare nelle sale della zona cremazione del cimitero nuovo di Coviolo.

«Una situazione davvero incredibile: a quindici giorni dal funerale, non ho una tomba sulla quale poter andare a salutare mia madre» spiega l’uomo. A cui vengono anche alcune legittime perplessità. «Le bare ora sono ad aspettare, una accanto all’altra. Mi hanno detto che non riescono a fare più di due salme al giorno, per cinque a giorni a settimana. Dunque si parla almeno di una cinquantina di bare che aspettano. Con sopra un fogliettino con scritto il nome del defunto, attaccato appena con del nastro adesivo. Ma se si staccano? Come faranno ad attribuire il nome giusto a ogni bara? Rischio poi di portare via le ceneri di un altro e crederle quelle di mia madre?».

Dubbi e timori che appaiono condivisibili. E ora, Marani si rivolge al sindaco, Luca Vecchi: «Signor sindaco, so che il problema non è nato con lei, ma credo che una sua risposta sia doverosa. Anzi, credo che lei dovrebbe scusarsi a nome dell’Amministrazione che rappresenta, con tutte quelle famiglie costrette a subire una così grave umiliazione». La cremazione della signora Bruschi è fissata per la metà di gennaio. Ma non è detto. «Dovrebbe essere 17 gennaio – conferma Marani – ma è una data ipotetica: mi hanno detto che in caso di malfunzionamento del forno potrebbe anche slittare avanti...».

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