A Gazzano continua da mezzo secolo la tradizione del Befanotto
VILLA MINOZZO. Ha avuto come sempre un grande seguito la tradizionale Epifania di Gazzano, la cui originalità, come in alcune altre piccole borgate (Novellano, Fontanaluccia, Piandelagotti ad esempio)...
VILLA MINOZZO. Ha avuto come sempre un grande seguito la tradizionale Epifania di Gazzano, la cui originalità, come in alcune altre piccole borgate (Novellano, Fontanaluccia, Piandelagotti ad esempio), sta nella presenza accanto alla befana (che secondo gli studiosi deriverebbe da antichi riti precristiani legati all’agricoltura, e rappresenterebbe proprio madre natura ormai morente in procinto di rinascere con la primavera successiva) del suo compagno, il Befanotto, caratterizzato da un acceso sarcasmo, che nella borgata della Val d’Asta da più di 50 anni dispensano filastrocche e stornelli ad ogni famiglia del paese. La festa infatti è caratterizzata dal canto di nenie tradizionali, ma declinate su ogni famiglia residente in paese: per ognuna è predisposto un componimento spiritoso, ma anche un poco caustico su abitudini, usi e difetti di coloro che vengono di volta in volta visitati. Se il canto piace, befana, befanotto, musici e cantori che li accompagnano vengono invitati a prendere un “goccetto” in casa, per aiutare a continuare il cammino.
Visto che ogni anno vengono visitate più di 350 case del paese, il cammino diviene una vera e propria “maratona”, anche a causa dei “goccetti”.
Le prime testimonianze dirette dell’esistenza della tipica Befana di Gazzano e della Val d’Asta risalgono ai primi del ‘900, ma già dal 1800 i due personaggi tipici della locale Epifania, così come il Maggio, di cui condivide metrica e tipologia di rima delle quartine, fossero stati importata nei paesi dell’Appennino emiliano dai pastori che si recavano in Toscana per la transumanza.
A Gazzano la tradizione vuole che fossero i giovani del paese a scrivere le quartine che, dopo aver reso omaggio alla padrona di casa e preso bonariamente in giro il capofamiglia, si rivolgevano alle ragazze di casa con rime di “corteggiamento”. Per questo ancora oggi le ragazze non fanno parte del gruppo della Compagnia della Befana che gira di casa in casa. Dal 1969, anno in cui la pro Loco riprese la tradizione che è passata a metà degli anni ’70 alla Compagnia della Befana, le oltre trecento quartine inedite che ogni anno sono state scritte dai tanti autori che si sono succeduti nel tempo, raccontano con ironia la storia, gli amori e le disavventure degli abitanti di Gazzano. Ci sono anche delle regole: «Il corteo deve procedere con Befana e Befanotto accompagnati dal Mnûn (accompagnatore) in testa al gruppo, quindi i suonatori e infine i cantori». (l.t.)
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