A Rivalta sbuca il marciapiede “fantasma”
Un cartello interrompe il percorso pedonale che porta alla chiesa e costringe ad attraversare due volte la provinciale per proseguire il cammino
REGGIO EMILIA. C’era una volta il marciapiede che, dal centro di Rivalta, costeggiava via Sant’Ambrogio – la parte iniziale della Provinciale 23, che dalla frazione conduce a Quattro Castella – e portava alla chiesa parrocchiale.
C’era una volta... nel senso che è sempre esistito e che, da pochi giorni, non c’è più. E’ stato rimosso per fare spazio al nuovo distributore di metano e di gpl costruito nell’ambito dell’ampliamento della stazione di servizio Ego, di fronte a via Garlassi, e per ampliare l’uscita delle auto dalla stessa.
E i pedoni? Chi percorre il marciapiede di destra, proveniente da via della Repubblica (la statale 63 che attraversa il paese), si imbatte in un cartello nuovo di pacca, con un pedone bianco su fondo blu e una linea rossa in diagonale, che indica la fine del tratto pedonale e lascia intuire di dover attraversare la trafficata strada sulle adiacenti strisce, per poter proseguire la camminata.
E dopo? Dalla parte opposta c’è un marciapiede, che a sua volta si interrompe in corrispondenza di via Garlassi, dove non compaiono attraversamenti protetti nè tantomeno strisce pedonali, ma tant’è... Chi vuole proseguire su via Sant’Ambrogio deve attraversare via Garlassi in corrispondenza dell’incrocio, per guadagnare il prosieguo del marciapiede. Ma non è finita.
Pochi metri dopo, sono state disegnate nuove strisce pedonali che attraversano via Sant’Ambrogio, proprio dopo la stazione di servizio: e sono quelle, comparse insieme al cartello che indica la fine del marciapiede, che hanno indotto i rivaltesi a pensare che quello sia il nuovo percorso “obbligato”.
Ovvero: chi vuole andare a piedi alla chiesa, partendo dal centro di Rivalta, da oggi deve attraversare due volte la provinciale 23, con i conseguenti rischi che si corrono sfidando il traffico di una strada percorsa, ogni giorno, da migliaia di auto.
Bastava proseguire con una striscia rossa in corrispondenza dell’uscita del distributore, come fatto in tante altre zone della città, e dipingervi sopra le strisce pedonali.
E che ne è del sottopasso, costruito circa vent’anni fa e costato fior di quattrini? Beh, quello rimane e, si dirà, è utilizzato da chi proviene dal quartiere Peep sulla pista ciclopedonale ed è diretto alle scuole del paese e vuole proseguire verso Reggio, ma non risolve il problema di chi è diretto alla chiesa. (g.g.)
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