Grande Aracri, l’ombra di fatture false e riciclaggio
REGGIO EMILIA. Sul maxi sequestro dei beni di Francesco Grande Aracri – avvenuto nel novembre 2013 e valutato sui tre milioni di euro – siamo ormai alle battute finali, visto che nella prossima...
REGGIO EMILIA. Sul maxi sequestro dei beni di Francesco Grande Aracri – avvenuto nel novembre 2013 e valutato sui tre milioni di euro – siamo ormai alle battute finali, visto che nella prossima udienza arriverà la decisione della Corte sulla confisca o meno di quest’ingente patrimonio (conti e depositi bancari, aziende, immobili, auto) che chiama in causa capofamiglia e figli (ieri nessuno di loro era presente in aula, comunque rappresentati dai legali Alessandro Sivelli e Giuseppe Migale Ranieri).
In quest’ultima udienza prima della decisione, sono stati nuovamente sentiti sia il perito nominato dalla triade di giudici (presidente Francesco Maria Caruso, a latere Cristina Beretti ed Andrea Rat), sia l’amministratore dei beni. Diverse domande del presidente Caruso hanno avuto come obiettivo l’intreccio fra la società edile “Euro Grande Costruzioni srl” (ora sotto sequestro) e i redditi della famiglia Grande Aracri. Ùna pressante richiesta di precisazioni perché in ballo vi sono dubbi non indifferenti che darebbero un quadro mafioso alla vicenda: s’intende capire se si tratti di una società “cartiera” (che emette fatture per operazioni inesistenti) o se vi sia stato riciclaggio di denaro sporco. Valutazioni non facili, come si deduce dalle risposte in aula, comunque fra due settimane verranno depositate le relazioni, poi il 4 marzo discussione e decisione.
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