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La Cgil: «Il governo fa cassa su liquidazioni e piani integrativi»

La Cgil: «Il governo fa cassa su liquidazioni e piani integrativi»

La legge di stabilità non lascia scampo ai lavoratori. La loro liquidazione sarà “taglieggata” in ogni caso, dice il sindacato

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REGGIO EMILIA. La legge di stabilità non lascia scampo ai lavoratori. La loro liquidazione sarà “taglieggata” sia che la incassino subito attraverso la busta paga, sia che la lascino depositata in azienda, sia che la devolvano ai fondi pensione integrativi.

E' il parere della Cgil, che considera illusoria la speranza di ottenere qualche vantaggio dalla novità di quest'anno, la possibilità di farsi pagare mese per mese il Tfr anzichè rimandarne il percepimento alla fine della carriera, poichè quella somma sarà decurtata almeno dall'Irpef. «Il Governo - denuncia Rino Soragni, coordinatore della Cgil per la previdenza integrativa - tassa il risparmio assistenziale e previdenziale dei lavoratori. Nessuno è escluso.

Da marzo tutti vedranno aumentata la tassazione. Il Governo cambia le carte in tavola a partita in corso: un atteggiamento inammissibile e contrario agli interessi dei lavoratori». Secondo il sindacato lo scopo dell'esecutivo è fare cassa. Il suo obiettivo è prelevare circa 2,6 miliardi dalle tasche di chi lavora. Perciò la legge di stabilità prevede, in ogni caso, l'aumento delle aliquote sulla parte dello stipendio che viene accantonata in attesa della pensione.

«Attualmente - riferisce Soragni - nella nostra provincia sono circa 115mila i dipendenti delle imprese private. Sono 65mila quelli che continuano a lasciare il Tfr in azienda. Per loro la tassa sulla rivalutazione delle somme accantonate salirà dall'11 al 17%. Gli altri 50mila hanno aderito ai fondi che, ricevendo mensilmente e investendo il Tfr, costituiscono il capitale da restituire poi in forma di pensione integrativa. A loro carico è previsto un aumento della tassazione, che nella maggior parte dei casi sale dall'11 al 15,5%.

Ora la legge di stabilità, che non prende in considerazione i dipendenti pubblici, consente a tutti gli altri lavoratori di farsi pagare direttamente il Tfr ogni mese, a partire da marzo. Quella cifra, però, subirà l'imposizione Irpef non inferiore al 23%. Inoltre inciderà su tutto il resto come se fosse retribuzione ordinaria, facendo alzare le addizionali Irpef regionale e comunale, diminuendo le detrazioni per lavoro dipendente e per carichi familiari, e potrebbe entrare nel calcolo dell'Isee, peggiorando le condizioni per gli asili, le mense e le tasse universitarie».

Si può calcolare quello che capiterà ai settemila metalmeccanici che hanno aderito al fondo Cometa, che ha garantito negli ultimi dieci anni un rendimento medio del 3,5%, salito al 7,12% nel 2014. Con la nuova aliquota la tassa aumenterà mediamente di 128 euro all'anno. Secondo la Cgil in questo modo si contribuisce a creare sfiducia nei confronti della previdenza integrativa, che, a suo parere, è necessaria per chi, in futuro, percepirà pensioni pari soltanto al 60% dell'ultimo stipendio. Dulcis in fundo: il provvedimento è retroattivo e la tassazione più alta sarà calcolata dal primo gennaio 2014. (l.s.)

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