«L’ho schiaffeggiata perché mi tradiva»
Si difende il 35enne finito in cella perché la moglie lo accusa di maltrattamenti
REGGIO EMILIA. Tranquillo, preciso – affiancato in tribunale dall’avvocato difensore Fabrizio Sessa – e soprattutto deciso ad aggredire l’accusa di maltrattamenti alla moglie di 36 anni che l’ha spedito in carcere.
Ha parlato per un’ora il meccanico 35enne, rispondendo alle domande del gip Angela Baraldi che, al termine dell’interrogatorio di garanzia, s’è presa un po’ di tempo per decidere sulla misura cautelare, visto che la difesa ha chiesto la scarcerazione o in subordine una misura meno afflittiva.
Una replica agli esiti dell’inchiesta dei carabinieri – coordinati dal pm Stefania Pigozzi – che il marito ha costruito limitando a due gli episodi violenti, rimarcando però che nel secondo caso era stato “ferito” dalla scoperta del tradimento da parte della moglie. Secondo quanto raccontato dal 35enne, il primo forte contrasto si colloca nel giugno 2011, quando dà uno schiaffo alla moglie (che avrebbe cercato d’incendiargli la macchina) alla presenza del cognato. Più recente il secondo episodio, fatto risalire dal meccanico al 7 dicembre scorso quando quella sera ha voluto incontrare in un ristorante un uomo che sospettava essere l’amante della moglie. Dubbi che sono diventate certezze, perché l’uomo non nasconde la relazione, spiegando però che credeva la 36enne separata da anni. Il “triangolo” si completa con l’improvviso arrivo della donna, la tensione schizza a mille e il marito, fra gli insulti reciproci, colpisce con uno schiaffo la moglie (sarà giudicata guaribile in 2 giorni). Dopo quel faccia a faccia, la moglie denuncerà il marito, mentre il 12 dicembre arriva la denuncia del 35enne che accusa la donna di abbandono del tetto coniugale. «E’ sparita – dice a fine-interrogatorio l’avvocato Sessa – e per accudire i figli il mio assistito ha chiesto aiuto alla madre. Siamo di fronte ad una donna non credibile che ha sporto denuncia solo quando è venuto a galla il suo tradimento. Qui si parla di due schiaffi e non alla presenza dei figli». La procura la pensa diversamente, comunque vedremo ora cosa deciderà il giudice su questo caso delicato.
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