Pericolo aviaria, stop alle galline in fiera
Un focolaio a Rovigo fa rinviare “L’Aia in festa”, manifestazione attesa questo fine settimana in via Filangieri
REGGIO EMILIA. ll focolaio di aviaria scoppiato a metà dicembre in provincia di Rovigo, continua a tenere alto l'allarme al Ministero della Salute, che in via precauzionale ha vietato fino al 18 gennaio lo svolgimento di qualsiasi manifestazione che preveda la presenza di uccelli e volatili vivi in tutto il territorio del Nord Italia. Il divieto ancora in vigore ha finito per colpire anche la manifestazione nazionale “L'Aia in festa” che doveva tenersi nel fine settimana nei padiglioni dell'Ente Fiera di Reggio.
Un appuntamento atteso dagli appassionati che prevedeva oltre alla tradizionale mostra mercato dei volatili vivi, lo svolgimento del campionato italiano dei colombi e di quello delle galline di razze ornamentali. FierEmilia che doveva ospitare l'appuntamento a carattere nazionale e la Federazione Italiana allevatori colombi e quella della associazioni avicole, che sono i due enti organizzatori della manifestazione in calendario a Reggio, sperano di poter svolgere l'evento nelle giornate del 24 e 25 gennaio prossimo.
La conferma che lo stop nel Nord Italia a tutte le manifestazioni che prevedono la presenza di animali vivi, è una misura esclusivamente precauzionale viene confermata dal dottor Ivano Massirio, responsabile dell' area sanità animale e servizio Veterinario dell' Ausl reggiana che sottolinea «come si tratti di una azione esclusivamente preventiva e tutto parte dal focolaio di influenza aviaria scoppiato a Rovigo».
Massirio sottolinea inoltre che «si tratta di un'azione che parte del Ministero e che vale anche per la nostra regione, che quella più densamente popolata da allevamenti avicoli». Il responsabile dell'Area sanità animale esclude anche che via sia allo stato attuale «qualsiasi problema, non solo per la salute degli uomini ma anche per quanto riguarda il consumo di carne avicola e delle uova».
Per la semplice ragione spiega, «che il virus muore assieme all'animale. Ma sopratutto perché sono due situazioni che non vanno messe in relazione tra loro. Siamo in presenza di una misura cautelare per evitare ogni possibile diffusione del virus, ma ripeto, allo stato attuale non ci sono rischi né per gli animali né tanto meno per gli uomini». «Speriamo di dover rinviare la manifestazione solo di qualche giorno» auspica il presidente della Fiera Ornitologica Enrico Banfi, sottolineando come fosse già sicura «la partecipazione di 1.600 galline provenienti da 500 allevamenti e di altri 700-800 colombi sempre di razze ornamentali provenienti da tutta Italia, per partecipare ai campionati loro riservati.
Così come era prevista la presenza di alcune conigli». Si tratta in tutti i casi, conclude Banfi, «di allevamenti in purezza di antiche razze non adatte all'allevamento industriale e che per questo stavano scomparendo se questi allevatori sportivi non le avessero salvaguardate».
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