Gazzetta di Reggio

Reggio

terrorismo

A Reggio almeno dieci potenziali terroristi sotto monitoraggio

A Reggio almeno dieci potenziali terroristi sotto monitoraggio

Sono stranieri finiti o lambiti da inchieste contro il terrorismo di Al Qaeda. Digos e carabinieri controllano anche redazioni e altri obiettivi “sensibili”

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. La strage di Parigi ha innescato non pochi controlli anche nel Reggiano. Un’azione congiunta polizia-carabinieri che, sotto traccia e con tutte le precauzioni del caso, sta portando a diversi servizi antiterrorismo su persone e luoghi. Da quanto “filtra” sono una decina gli individui “monitorati” dagli investigatori in queste ore febbrili.

Si tratta di stranieri finiti o lambiti da inchieste che dal dopo 11 settembre 2011 hanno fatto emergere una realtà inquietante anche a Reggio: il marocchino Mohamed Daki che – come ha sancito la Cassazione con sentenza definitiva– stava preparando da tre mesi nella nostra città attentati nel segno di Al Qaeda; il credo di Osama Bin Laden ramificatosi a tal punto da creare in ambito tunisino una cellula terroristica a Reggio; Il “muoversi” per tre mesi fra Reggio e Parma di due mujaeddin algerini (con scopi mai chiariti...) che erano stati poi bloccati perché trovati in possesso di documenti.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.10636326:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/01/09/fotogalleria/daki-il-terrorista-marocchino-che-progettava-attentati-da-reggio-emilia-1.10636326]]

Insomma, sul terrorismo islamico è stato fatto per diversi anni un lavoro in profondità (da digos e carabinieri) sul nostro territorio, con accertamenti su tanti individui che, in parte, non hanno mai lasciato il Reggiano, da qui la massima attenzione – dopo quanto accaduto nella redazione della rivista francese Charlie Hebdo – su questi contesti che potrebbero essere ancora in odore di jihad (anche se va aggiunto che la comunità islamica reggiana ormai si è integrata con il tessuto connettivo della società ed ha dato più volte prova di essere collaborativa con gli inquirenti).

Proprio l’attacco sanguinario al settimanale parigino ha fatto rientrare, anche a Reggio, fra gli obiettivi sensibili le redazioni dei quotidiani, delle televisioni e dei siti internet. Del resto il livello d’allerta è altissimo in tutto il mondo contro i jihadisti e in Italia il ministro dell’interno Angelino Alfano si è mosso su due direzioni: in primis ha convocato il comitato di analisi strategica antiterrorismo al dipartimento di Pubblica sicurezza, inoltre intende presentare al prossimo consiglio dei ministri un decreto-legge con nuove norme anti terrorismo islamista (cinque gli articoli previsti per il provvedimento).

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10635101:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/01/09/news/il-professore-i-terroristi-sono-scimmie-ammaestrate-1.10635101]]

Tutto ciò – a cascata – ha portato ad alzare il livello d’attenzione pure a Reggio sugli obiettivi considerati come “sensibili”: oltre alle redazioni giornalistiche, i palazzi istituzionali, acquedotti, centrali elettriche. Chiesti anche controlli sulle sedi istituzionali presenti sul territorio, con particolare riferimento a quelle francesi, statunitensi ed ebraiche (a Reggio vi è la sinagoga, poi alcuni cimiteri ebraici fra capoluogo e provincia).

Ditte a conduzione francese e americana ve ne sono nel Reggiano, in particolare la catena Mcdonald’s (tre le strutture presenti in città). Vigilanza e prevenzione, quindi, che vanno ben al di là dei controlli di routine.

FOCUS: IL TERRORISMO ISLAMICO A REGGIO

QUI REGGIO

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google