Allarme satanismo, fra incendi e sacrilegi: i luoghi profanati a Reggio Emilia
Sono decine gli episodi sospetti in provincia negli ultimi anni: profanazioni, roghi e sparizioni di oggetti senza valore economico - GUARDA LE FOTO
REGGIO EMILIA Segnando su una cartina tutti i luoghi della provincia di Reggio Emilia in cui sono accaduti episodi sospetti, si scopre che il territorio è punteggiato di casi misteriosi, di difficile spiegazione. Vandalismi nei cimiteri, sparizione dalle chiese di oggetti di nessun valore economico, incendi che divampano. Dietro tutto questo può esserci l’inesperienza di qualche ladro o la testa bacata di teppisti in cerca di emozioni forti, ma il susseguirsi di un numero così alto di episodi strani lascia aperta anche un’altra strada: quella della presenza di un numero difficile da quantificare di persone dedite al culto di Satana.
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GLI STUDI. Il satanismo da decenni è oggetto di ricerca e di approfondimento da parte della sociologia e della psichiatria, chiamate a mettere le mani in un sottobosco variegato nel quale il crimine si mescola al folklore, il reato alla semplice bravata. Non poche sono state le inchieste giudiziarie che hanno portato alla luce un mondo nascosto e inquietante, nemmeno tanto lontano da Reggio.
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Le sette sataniche hanno saputo costruirsi una sorta di linguaggio universale fatto di simbologie e di rituali che si ritrovano identici anche in nazioni diverse, accomunati dall’ossessione per un sesso malato utilizzato come strumento di disprezzo per tutto ciò che è sacro secondo la religione e i sentimenti che vi si legano, a cominciare dalla devozione e dalla pietà per i defunti. Il rito della Chiesa – la messa – si trasforma in messa nera che viene celebrata in altari allestiti al cimitero. Si profanano oggetti sacri anche attraverso l’uso del corpo, soprattutto quello femminile. Tutto questo è stato decodificato attraverso anni di studi rispetto a un fenomeno (fortunatamente) di nicchia ma di grande impatto emotivo ogni volta che se ne incontrano le tracce.
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A REGGIO EMILIA. Gli indizi che conducono a prendere in considerazione anche a Reggio la presenza di persone legate o semplicemente attratte dal mondo del satanismo non mancano, tenendo comunque a mente che il confine rispetto a semplici casi di furto o di vandalismo è sempre molto labile. I luoghi più toccati dall’interesse del satanismo sono le chiese e i cimiteri e basta guardare alle notizie di cronaca degli ultimi anni per scoprire che la provincia è stata colpita da una miriade di fatti che lasciano spazio a più di una interpretazione.
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I furti nei luoghi di culto non sono cosa nuova nella storia criminale. Ogni chiesa, anche la più piccola, finisce per custodire oggetti che hanno di certo un valore sacrale ma che possono tramutarsi in soldi. Un candelabro d’oro portato via da una chiesa può servire alla celebrazione di qualche messa nera ma più semplicemente può trasformarsi in denaro contante. Ecco perché è bene andare con i piedi di piombo nell’assegnare un movente esoterico a tante sparizioni avvenute dalle nostre parti di recente. Basta andare indietro di qualche settimana per ritrovare nelle cronache il furto di un cuore in oro posto ai piedi della statua della Madonna nella chiesa di Sant’Ilario: l’unica spiegazione credibile è che quel cuore sia stato scambiato con soldi.
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STRANI OGGETTI. Più difficile diventa invece trovare una motivazione economica per un altro genere di furti, quello di oggetti che non possono facilmente trovare un corrispettivo materiale. Alcuni esempi: statue in legno che raffigurano santi cari a una determinata comunità, messali, addirittura resti umani. Se è impensabile che un teschio possa finire sui banchi di un mercatino antiquario, sembra altrettanto difficile da collocare una statua, soprattutto se di scarso pregio artistico, oggetto della devozione popolare da parte di una singola parrocchia. Quelle che invece sono opere d’arte vere e proprie a volte finiscono per girare nel mercato clandestino anche a lungo per poi ricomparire dal nulla, evidentemente in mancanza di un compratore. Come è successo per una bellissima statua della Madonna fatta ritrovare a Correggio diversi anni dopo la misteriosa sparizione dalla chiesa di San Francesco.
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Impossibile anche solo pensare che i soldi stiano dietro alla sparizione di ossa o di resti umani in genere. Per secoli le chiese sono state anche luogo di sepoltura e fino a tempi non lontanissimi non era infrequente trovare teschi o altre parti di scheletro negli altari o in qualche nicchia. Ma dove di ossa se ne possono trovare fin che si vuole è, ovviamente, nei cimiteri, nella maggior parte dei casi privi di qualsiasi vigilanza, soprattutto quelli piccolissimi che fanno riferimento a parrocchie di frazione o quelli storici nei quali da un pezzo non si fanno più inumazioni. Non è quindi impossibile per persone senza scrupoli trovare oggetti come i resti umani che costituiscono un ingrediente importante nei riti satanici.
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FUOCHI E SACRILEGI. Ci sono poi stati anche episodi altrettanto inquietanti e pericolosi, legati al fuoco. Nel 2013 nella chiesa di Cadelbosco Sopra è stato appiccato un incendio ponendo un cero all’interno di un antico confessionale in legno ma più sinistri ancora sono i casi accaduti a due anni di distanza l’uno dall’altro nella chiesa di Ventoso, luogo di culto lungo la strada che sale al Monte delle Tre Croci e che adesso è sbarrato a tutti. Per due volte la chiesa, fra il 2003 e il 2005, è stata incendiata e le conseguenze dei roghi avrebbero potuto essere gravissime per l’edificio, del quale alla fine è andato distrutto il portone in legno. Chiarissima la matrice dolosa degli incendi, e anzi a lasciar trasparire un possibile movente satanista vi sarebbe la disposizione circolare dei fuochi accesi in almeno uno dei due episodi. Il cerchio infatti fa parte della simbologia legata alle messe nere.
Il caso però più sgradevole in assoluto è quello avvenuto solo pochi mesi a Poviglio, dove dalla chiesa di San Sisto sono sparite (insieme ad alcuni candelabri in legno) diverse ostie già consacrate. Il gesto sacrilego per eccellenza. Come segno di riparazione la domenica successiva al furto durante la messa si è svolta una preghiera particolare: dedicata ai ladri, affinché potessero ricredersi e redimersi dopo un gesto tanto insensato quanto offensivo.
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