Cremazioni a Coviolo il nuovo forno in funzione tra 6 mesi
REGGIO EMILIA. L'appalto è già stato assegnato. Tuttavia le ditte che non l'hanno vinto chiedono chiarimenti sulle modalità dell'assegnazione. I lavori, quindi non possono essere avviati. Nella...
REGGIO EMILIA. L'appalto è già stato assegnato. Tuttavia le ditte che non l'hanno vinto chiedono chiarimenti sulle modalità dell'assegnazione. I lavori, quindi non possono essere avviati. Nella migliore delle ipotesi si dovranno aspettare sei mesi prima che il nuovo forno crematorio sia terminato e possa entrare in funzione. Intanto i familiari dovranno rassegnarsi ai tempi d'attesa esasperanti, fino a trenta giorni, che intercorrono tra il funerale e la cremazione. Non sono rassicuranti le risposte che il Comune dà a chi protesta per i ritardi nell'esecuzione del rito funebre a cui un crescente numero di cittadini ricorre per motivi sia ideali sia economici, dati i costi meno elevati rispetto all'inumazione e alla tumulazione. Se l'appalto verrà contestato e s'avvierà un vero e proprio contenzioso, chissà quando Reggio avrà finalmente a disposizione l'impianto di cui s'avverte da anni la necessità. «Il Comune - spiega Mario Paolo Guidetti, presidente della società di cremazione Socrem - aveva approvato il 30 dicembre 2013 la delibera per la costruzione del nuovo forno crematorio. Contavamo di averlo a disposizione entro la metà del 2014. Ora dobbiamo sperare che sia ultimato entro la prossima estate».
Il cimitero di Coviolo era stato dotato inizialmente di due forni crematori, che non solo rispondevano pienamemente alle richieste del nostro territorio, ma venivano utilizzati anche dalle province limitrofe, non ancora attrezzate. Poi uno dei due si è guastato. Il secondo, ormai obsoleto, ha un funzionamento cattivo e intermittente. Quindi da qualche anno le bare si ammassano nel locale antistante. «Mi hanno detto - riferisce Ermes Marani, figlio di una signora morta lo scorso 22 dicembre - che non si riescono a cremare più di due salme al giorno. Attualmente sono almeno una cinquantina le bare in attesa». Il risultato è che chi non vuole o non può aspettare ricorre ai forni di Parma e Mantova, accollandosi le pesanti spese del trasporto. Di fronte a tale situazione la Socrem insiste perchè il Comune risolva al più presto i problemi: «Ho chiesto un incontro al sindaco - riferisce Guidetti - per discutere sia la questione del forno crematorio, sia quella della sala del commiato, di cui si avverte la necessità. Confido nella sua disponibilità. Già prima della sua elezione avevo trovato in Luca Vecchi un interlocutore sensibile, che si era pronunciato a favore di questi interventi».(l.s.)
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