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«Il nuovo Comune dovrebbe chiamarsi Tannetum»

SANT’ILARIO. Arriva dalla lista civica “Cambia Sant’Ilario” la proposta di chiamare “Tannetum” il nuovo comune che potrebbe nascere dalla fusione di Campegine, Gattatico e Sant’Ilario. «Tannetum è...

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SANT’ILARIO. Arriva dalla lista civica “Cambia Sant’Ilario” la proposta di chiamare “Tannetum” il nuovo comune che potrebbe nascere dalla fusione di Campegine, Gattatico e Sant’Ilario.

«Tannetum è un nome carico di storia – spiegano i consiglieri – che richiama un ruolo millenario nella pianura padana tra Parma e Reggio. L’attuale Taneto è il baricentro ideale dei tre comuni interessati alla fusione. Può rappresentare un punto di sintesi del territorio, del bacino demografico, del tessuto economico, della rete delle infrastrutture.

Un nuovo centro per un nuovo comune unico, una nuova identità per le generazioni future».

L’obiettivo della lista “Cambia Sant’Ilario” è infatti quello di dare vita a un comune unico non tanto per gli adulti di oggi, ma per le giovani generazioni che vivranno in un mondo inevitabilmente diverso. E, per rispondere allo scetticismo espresso in queste ultime settimane da alcuni cittadini e dipendenti dei tre comuni, sottolineano i vantaggi della fusione: «Solo la fusione dei comuni può consentire di salvaguardare i servizi e contemporaneamente di ridurre le tasse locali – dicono – E inoltre consentirà di avere risorse aggiuntive dallo Stato e dalla Regione per circa dieci milioni di euro, di superare il patto di stabilità, di avere priorità nei finanziamenti regionali. A chi guarda a queste risorse con snobismo e sufficienza ricordiamo che i servizi sociali non vivono d’aria e che le imprese e i cittadini pagano tasse locali insostenibili e sempre crescenti».

A chi chiede di delegare i servizi alla già esistente Unione della Val d’Enza, invece, i consiglieri della lista civica rammentano che «l’Unione, che va da Gattatico a Canossa, è un ente di secondo livello nel quale i cittadini non eleggono nessuno e di cui non sanno nulla. I difensori del “piccolo è bello”, pur di tenersi un minuscolo feudo locale, svuotano i comuni e accentrano i servizi in una struttura burocratica non controllata democraticamente: alla faccia della partecipazione e dell’identità! La legge sulla fusione dei comuni, invece, prevede che nel territorio del nuovo comune unico siano istituiti i municipi con la funzione di erogare i servizi più frequenti rivolti alla cittadinanza e la possibilità di eleggere specifici rappresentanti del territorio. Il municipio rappresenta la garanzia che il cittadino non avrà meno servizi e che nessun territorio verrà “dimenticato” dal nuovo comune unico». «A questo va poi aggiunto – proseguono i consiglieri – che la maggiore dimensione del comune unico consentirà di affrontare in modo più efficace e organico la valorizzazione del torrente Enza, così come la difesa del territorio agricolo. Inoltre un comune di oltre 22mila abitanti, posto al centro di una rete di infrastrutture strategiche, potrà chiedere la collocazione sul proprio territorio o di una tenenza dei carabinieri o di un commissariato della polizia stradale». (m.r.)

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