La scuola elementare di oltre 50 anni fa tra ricordi e nostalgia
Realizzata una raccolta di vecchie foto di classe di Pieve ma l’idea è di costruire un archivio digitale storico
GUASTALLA. Chi non ha conservato, in una vecchia scatola, magari dimenticata in fondo ad un vecchio armadio, le fotografie di quando andava a scuola? In molti casi - in particolare per i “meno giovani” - si tratta di fotografie in bianco e nero, spesso stropicciate o danneggiate con scritte o “baffi” disegnati sotto il naso del compagno più antipatico o del maestro troppo severo, per sottolineare momenti belli e momenti brutti passati tra i banchi di scuola, ma che fanno parte della nostra vita come il matrimonio, la cresima, la prima comunione o tutti gli altri momenti che sono stati immortalati da una macchina fotografica.
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La “foto di classe” era (ed è anche oggi) un rito immancabile nella vita di ciascuno, con l’unica differenza che oggi, per “lasciarsi” fotografare insieme ai compagni, è necessaria la “liberatoria” da parte dei genitori per non violare le nuove norme sulla “privacy” che, al contrario, una volta non esistevano. E così oggi, tutte quelle vecchie fotografie di scuola, più adatte ad una collezione museale che ad un album di famiglia, rappresentano non solo uno spaccato della vita di un paese di 40/50 anni fa o anche di più, ma anche un significativo “amarcord” per tutti noi, di qualsiasi età e ceto sociale.
Perchè allora la scuola era finalmente pubblica (solo pochi “fortunati” frequentavano le scuole private) e ci si trovava fianco a fianco con chi, oggi, è diventato un noto professionista, o un industriale, o magari anche un famoso artista.
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E così il gioco del “Chi li riconosce?” o di “Cosa vi ricordate?” è diventato il pretesto per Mariangela Corradini (figlia del famoso “Tanìn”, indimenticato e amato operaio di Pieve, reduce dalle miniere del Belgio e poi sempre impegnato nel volontariato ndr.) e Claudio Dallasta (dipendente dell’Enel in pensione e padre di cinque figli, uno dei dodici figli del campanaro di Pieve) per raccogliere le vecchie foto della scuola elementare di Pieve, dagli anni ’50 alla fine degli anni ’60, quando vennero chiuse e gli alunni furono trasferiti nel nuovo edificio costruito in via Rosario.
LA STORIA. Un piccolo volumetto che, ancora prima della presentazione ufficiale, sta andano a ruba (in vendita a 7 euro dall’inizio dell’anno alla biblioteca Maldotti di corso Garibaldi e nelle librerie di Guastalla) sta già andando a ruba. Una raccolta di tante fotografie in bianco e nero storiche e simboliche, accompagnate da alcuni brevi commenti e aneddoti storici che ricordano anche tante maestre che si sono succedute nell’insegnamento alla scuola elementare di Pieve di Guastalla.
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Insegnanti che diventavano un punto di riferimento per i bambini anche in seguito, negli anni successivi, perchè praticamente lo stesso insegnante ti seguiva dalla prima alla quinta elementare, salvo pochi casi di bocciature, in classi composte spesso da ben più di una trentina di alunni (cosa da far tremare i polsi anche agli insegnanti più severi di oggi), provenienti da famiglie con grande disparità economica e culturale, contadini e imprenditori. Ma tutti, però, erano uguali davanti... alla maestra. Un omaggio, quindi, a questi insegnanti che, scrivono Mariangela e Claudio «ci hanno pazientemente aiutato a crescere».
La scuola di Pieve di Guastalla era stata costruita nel 1937 in quella che allora si chiamava “via Maestra”, nel centro della frazione che, allora, contava solo poche centinaia di abitanti. Ma dopo la guerra, la frazione cominciò ad ampliarsi e, anche se nel frattempo vennero aperte anche altre scuole elementari nelle altre frazioni rurali (San Girolamo, San Martino, San Rocco e infine San Giacomo), la scuola elementare di Pieve divenne molto importante, tanto che alla fine degli anni Sessanta era già diventata insufficiente e fu necessario costruirne una nuova.
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IL BOOM. La stessa frazione, in quegli anni, divenne sempre più grande, tanto che gli abitanti della parrocchia sono diventati più di 5 mila, più di quanti ne siano rimasti nel centro di Guastalla. E la scuola elementare era un punto di riferimento importante della vita della frazione. I due curatori del libro hanno deciso di ricordare quei tempi ma anche di invitare tutti a mandare vecchie foto per ampliare la raccolta. Magari per poter realizzare un archivio digitale di questo pezzo di storia del paese.
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