«Un piano faunistico venatorio anti-lupi»
Ligonchio: proposta radicale di Fabio Rainieri, nuovo vicepresidente del consiglio regionale
LIGONCHIO. «I problemi causati dai lupi? Bisogna predisporre un apposito piano faunistico». Ad avanzare una proposta radicale, che solo qualche anno fa sarebbe andata in netto contrasto con le linee europee di protezione della specie, è il consigliere regionale della Lega Nord e vice presidente del consiglio regionale emiliano romagnolo, Fabio Rainieri.
Mentre alcuni anni fa infatti il lupo era specie assai più rara di oggi, e la sua presenza proprio per questo andava meno frequentemente in conflitto con le attività umane (l’agricoltura e soprattutto l’allevamento), oggi questo conflitto si è acuito, a causa dell’incremento del numero dei lupi.
Oggi in provincia di Reggio diversi branchi sono presenti sia nella zona del crinale sia in quella collinare, anche per il contemporaneo aumento negli ultimi anni di prede selvatiche (ungulati soprattutto). Oggi chi sull’Appennino alleva pecore ad esempio deve attrezzarsi con grossi cani da guardiania e recinzioni anti lupo se vuole preservare il bestiame, e nei mesi scorsi ci sono stati anche episodi di lupi che hanno attaccato e ferito cani da caccia in uscita vicino a zone boschive insieme ai loro padroni.
Da qui a pensare di abbattere degli esemplari però il passo sembra assai lungo. Afferma invece Rainieri: «E’ indispensabile dare vita a un nuovo piano faunistico venatorio che possa dare al nostro territorio quelle risposte che si aspetta da tempo. Intanto, sul territorio di Traversetolo e Montechiarugolo (Parma) sono aumentati i lupi e gli ibridi che rischiano di essere pericolosi non tanto per gli uomini ma per i cani che passeggiano con loro. Per questo ritengo indispensabile aprire un tavolo di confronto franco e schietto con allevatori, cacciatori e con chi vive il territorio appenninico. Non possiamo pensare di risolvere il problema all’interno di qualche stanza del consiglio o della giunta regionale».
Conclude Rainieri: «Al contrario, dobbiamo ascoltare chi vive il territorio e lo conosce a fondo. Solo con la collaborazione fattiva di tutti saremo in grado di mettere in campo politiche che vadano nella direzione di risolvere i problemi».
Piani di controllo del lupo, condotti per lo più dagli agenti dei rispettivi corpi forestali, sono stati avviati in alcuni degli Stati europei dove maggiore era stato l’aumento della popolazione di questo predatore, che resta comunque secondo tutti gli studi non pericoloso per l’uomo in quanto lo teme istintivamente. Gli ultimi studi faunistici di livello europeo hanno confermato come la presenza del lupo, ma anche di altri carnivori che alcuni anni fa avevano visto diminuzioni drastiche delle rispettive popolazioni, siano oggi in deciso aumento: tra questi orsi, linci e ghiottoni. Sul territorio complessivo dell’Ue i più numerosi risultano gli orsi bruni con circa 17mila esemplari, seguiti dai lupi a quota 12 mila. (l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
