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dopo il blitz

Droga nel campo: una condanna

Pena “soft” per il nomade 31enne, assolto l’anziano: «Non c’entra»

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REGGIO EMILIA. Il blitz antidroga della Municipale – del 2 dicembre scorso – nel campo-nomadi di via da Genova si è concluso ieri mattina con una condanna e un’assoluzione.

Il nomade 31enne Donal Leidi – difeso dal legale Noris Bucchi – ha voluto, in aula, fare spontanee dichiarazioni: ha spiegato, davanti al giudice Cristina Beretti, che i 21 grammi di cocaina erano suoi (in parte per consumo personale, in parte per venderli), mentre i quasi due chili di hascisc gli erano stati offerti quel giorno dal nordafricano entrato nella sua campina, ma lui aveva solo staccato 10 grammi di “fumo” per uso personale che aveva infilato dentro ad un pacchetto di sigarette.

Nell’arringa l’avvocato difensore Bucchi ha sottolineato come non fosse provata l’ipotesi più grave di spaccio (ciè quel quantitativo non indifferente di hascisc), inoltre ha tratteggiato – chiedendo l’applicazione delle attenuanti generiche equivalenti alla recidiva – la personalità di Leidi, cioè di una persona che fa uso da tempo di droga e che, in udienza, ha ammesso le sue reponsabilità, limitandole però rispetto all’accusa. La condanna a 1 anno e 8 mesi di reclusione (che ora sconterà a San Polo agli arresti domiciliari nella casa di un conoscente) dimostra che le tesi difensive sono state accolte. Come l’assoluzione “per non aver commesso il fatto” indica che il 63enne Francesco Tartarelli non è sttao giudicato coinvolto in questa vicenda, come ha illustrato l’avvocato difensore Alessandro Conti: «Non ha una casa, era ospite di Leidi e stava solo guardando in tv una partita del Sassuolo quando è piombata lì la Municipale».(t.s.)

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