Gazzetta di Reggio

Reggio

reggio emilia

Park Vittoria, venduti sinora cento posti macchina su 240

Massimo Sesena
Park Vittoria, venduti sinora cento posti macchina su 240

Ultimata la costruzione del “diaframma” in cemento armato, ora partono i lavori più invasivi. E la Sovrintendenza vigila sul cantiere

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Sui social network, soprattutto sulle pagine Fb di qualche esponente dell’opposizione locale, scorrono le foto “aeree” del cantiere del Park Vittoria. Pochi operai, macchinari quasi sempre fermi e teli bianchi simili a quelli che coprono i cadaveri dopo gli incidenti stradali. Cadaveri inesistenti a parte l’effetto thriller è servito: sul cantiere più discusso della storia di Reggio aleggia più di uno spettro, anche se magari non saranno quelli che oggi vengono agitati dagli oppositori storici a quest’opera. «I lavori procedono con regolarità» fanno sapere dal Comune, a cui comunque qualcuno deve aver messo una pulce nell’orecchio se è vero che - su richiesta dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle - nei prossimi giorni - tutto il consiglio comunale compirà un sopralluogo sul cantiere.

ARCHEOLOGIA. E potranno alzarsi quei teli bianchi che presumibilmente coprono resti di manufatti di epoca romana. Manufatti che però non destano preoccupazione nella Sovrintendenza che sta seguendo passo passo i lavori. Invero, finora, senza essere mai stata costretta a intervenire. Secondo la Sovrintendenza, reperti archeologici più consistenti potrebbero emergere sul versante del cantiere che confina con l’Isolato San Rocco. E’ lì che - dopo la costruzione del “diaframma” in cemento armato che circonda il cratere e ha lo scopo di “proteggere” gli edifici che si affacciano sull’area (l’Isolato San Rocco ma anche i Teatri Valli e Ariosto) si comincerà a scavare in maniera quasi manuale, proprio per evitare di distruggere eventuali reperti archeologici di particolare importanza.

E il punto è proprio questo: esiste la concreta possibilità di incappare in qualcosa di archeologicamente importante. Anche durante i lavori per la riqualificazione di Palazzo Bussetti vennero alla luce “pezzi” di via Emilia, il viadotto fatto costruire dal console Marco Emilio Lepido. I reperti vennero coperti. Un po’ come accadde una ventina d’anni fa quando venne alla luce un pezzo di via Emilia proprio davanti ai portici di San Pietro.

Secondo gli esperti sarebbe altamente improbabile che dalle viscere di piazza della Vittoria uscissero manufatti di particolare pregio: tutto il nostro territorio è percorso da viadotti, acquedotti, pozzi. Nessuna villa in stile Pompei, per capirci. Ma è anche vero che soltanto scavando si potrà scoprire che tipo di reperti potranno emergere.

FINANZA. Così, con il cantiere che procede per ora senza intoppi, è forse più facile ipotizzare che i problemi, per Apcoa e chi gestirà il parcheggio potrebbero arrivare sul fronte finanziario. Ad esempio in caso di stop improvviso ai lavori. Oppure sul fronte - ancora oggi abbastanza nebuloso - delle vendite dei posti auto. L’obiettivo di chi sta realizzando il project financing è quello di vendere tutti i 240 posti auto entro la seconda metà del 2016 quando i lavori dovrebbero essere finiti. In ballo c’è una operazione che oggi espone Apcoa con alcune banche, per un valore di circa 13 milioni di euro. Al momento circa il 40% dei posti auto sarebbero stati venduti. Pochi? Tanti? Difficile dirlo, molto dipenderà da come procederà nei prossimi mesi il cantiere e dal sostegno che le banche decideranno di dare all’operazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google