Reggiane, bloccato un altro pusher
Nei guai uno spacciatore che “si muove” nella ditta in degrado
REGGIO EMILIA. E’ giunta dalla polizia l’ennesima conferma che le ex Officine Reggiane sono solo in parte il rifugio di tanti senzatetto, perché lì hanno base per lo più degli spacciatori di ogni tipo di droga.
Ma andiamo con ordine. L'incessante attività della questura di monitoraggio e contrasto al fenomeno dello spaccio di eroina – nella zona della stazione ferroviaria – ha consentito giovedì nel tardo pomeriggio di arrestare il tunisino 36enne Gali Skandar, senza fissa dimora, sedicente, pregiudicato, clandestino.
Il nordafricano, tenuto d’occhio da giorni dal personale in borghese della sezione narcotici della polizia, era stato segnalato come un pusher di secondo livello: uno spacciatore, cioè, che riforniva altri spacciatori tunisini che, a loro volta, rivendevano al dettaglio ai tossicodipendenti.
E i pedinamenti hanno fatto anche capire che i suoi “contatti” erano proprio all’interno di quegli ambienti degradati facenti capo alle ex Officine Reggiane.
Il 36enne bloccato in zona stazione aveva con sè 26 grammi di eroina suddivisi in tre "pietre" e destinata ad essere cedute ad altri pusher che ne avrebbero curato il taglio ed il successivo smercio al dettaglio.
Ieri mattina, in tribunale, il tunisino – difeso dall’avvocatessa Marta Verona – non ha voluto rispondere alle domande del giudice Cristina Beretti. Per il nordafricano il pm Maria Rita Pantani, titolare delle indagini, ha chiesto la misura cautelare in carcere, ma il giudice Beretti ha ritenuto di applicare il divieto di dimora a Reggio. Se ne riparlerà, in aula, il 17 febraio.
Dall’inizio dell'anno è il settimo arresto per droga operato dalla polizia e nuovamente si è riproposta la pericolosità delle fatiscenti strutture aziendali di via Agosti.(t.s.)
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