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Sabbia della discordia: assolta la Bacchi

Sabbia della discordia: assolta la Bacchi

Boretto: saltata la truffa, multati l’amministratore 98enne e un dipendente per la pesa che non funzionava correttamente

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BORETTO. Per sette anni un’indagine ed il conseguente processo hanno cercato di fare chiarezza su quanto avvenne durante i lavori di ripristino della funzionalità del collegamento fra il canale della Bonifica Moglia-Secchia e il Po, operazioni consistenti nell’estrazione della sabba che ingolfava la connessione idrica: dal 20 giugno al 14 luglio 2008 una motodraga aveva prelevato la sabbia per depositarla nel cantiere-porto della “Bacchi spa”.

Ieri la svolta, con la sentenza emessa dal giudice Cristina Beretti in tribunale a Reggio.

Tutti assolti “perché il fatto non sussiste” – i due vertici ai tempi della ditta borettese (l’amministratore unico 98enne Aladino Bacchi e il figlio 51enne Claudio Bacchi quale socio ed amministratore di fatto) nonché un dipendente (Alessandro Oliviero) – dall’accusa più grave, cioè la truffa relativa al quantitativo di sabbia pesato e poi pagato alla ditta “Flumar” di Boretto che aveva vinto il bando dei lavori di ripristino del collegamento idrico. Sempre il giudice Beretti ha però ritenuto che “qualcosa” non funzionasse correttamente in quella pesa a nastro e ha multato per 300 euro ciascuno sia Aladino Bacchi che Alessandro Olivieri. Soddisfatto, a fine-udienza, l’avvocato difensore Roberto Bassi che, in precedenza nell’arringa, ha sottolineato come la “Flumar” avesse venduto ad altre ditte la sabbia prelevata, ma solo quella acquisita dalla “Bacchi spa” fosse finita sotto inchiesta. «La Forestale fece delle misurazioni su quella sabbia non corrette – ha rimarcato il difensore – denotando la non specializzazione quando di mezzo vi sono degli appalti pubblici». Sempre Bassi ha sollevato il problema relativo al perito, che avrebbe dovuto astenersi da questa consulenza in quanto dipendente della Regione Emilia Romagna che è da tempo ai ferri corti proprio con la “Bacchi spa” per l’utilizzo del gps (strumento su base satellitare) di cui la ditta borettese ha il brevetto. «E non a caso, la Regione non si è costituita parte civile in questo processo – ha poi commentato con i cronisti il legale – e ora vedremo se la procura vorrà attivarsi sulla segnalazione fatta relativa al comportamento del perito».(t.s.)

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