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Traffico, la mappa delle strade più intasate di Reggio Emilia

Evaristo Sparvieri
Traffico, la mappa delle strade più intasate di Reggio Emilia

Semafori, incroci e rotatorie: i progetti del Comune per risolvere gli ingorghi che si creano sulla circolazione in città

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REGGIO EMILIA. Viale Piave e viale Isonzo, in direzione dell’onda verde. Ma anche via del Partigiano, in entrambi i sensi di marcia, oppure via Dalmazia verso via Ferrari. In centro storico, invece, l’ultimo tratto di via Emilia San Pietro, all’altezza del semaforo con piazza del Tricolore.

Sono alcuni dei punti più congestionati dal traffico, secondo un recente monitoraggio effettuato dal Comune nell’ora di punta mattutina, dalle 7.30 alle 8.30. Semafori, incroci, rotatorie. Il monitoraggio viene realizzato periodicamente dal servzio politiche per la Mobilità. L’obiettivo è studiare i dati sulla circolazione in rapporto alla capacità delle singole vie cittadine, in modo da elaborare modifiche e progettare futuri interventi alla rete stradale.

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Cervellone elettronico. Una mappa semplificata delle strade. È questo il punto di partenza del monitoraggio, che sfrutta le potenzialità di un misuratore di traffico per prevedere le ripercussioni che ogni singolo intervento potrebbe comportare sull’intero sistema stradale. Sul misuratore vengono indicati i parametri relativi alla capacità delle singole strade – come la larghezza, il numero di corsie, la presenza di passi carrai – calcolando la quantità di veicoli in grado di sostenere. Quest’ultimo dato viene incrociato con ulteriori informazioni su popolazione, presenza di lavoratori e tipo di attività lavorativa, calcolando per le diverse zone della città i flussi di traffico in entrata e in uscita. A completare il quadro, infine, rilevazioni e interviste: informazioni elaborate dal software, che realizza una mappa con i livelli di saturazione dei tratti stradali cittadini.

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Profondo rosso. Fra le strade più congestionate, viale Piave in direzione di via Isonzo, dove si stima in un’ora il passaggio di 2.526 veicoli, contro i 374 del senso di marcia opposto. Criticità anche in via del Partigiano verso via dell’Aeronautica, con 1.546 veicoli, che scendono a 1.362 in direzione della via Emilia. Proprio nel tratto finale di via Emilia San Pietro, dove c’è il semaforo, l’unica punto congestionato della Ztl: 728 veicoli.

«Il centro attrae più traffico di quanto generi – spiega Alessandro Meggiato, responsabile del servizio politiche per la Mobilità, precisando che i numeri in questione rappresentano stime – con queste informazioni, nel momento in cui andiamo a progettare una strada o a risolvere un nodo, il simulatore ci rappresenta cosa succede in tutta la città: vicino all’intervento ci saranno variazioni significative, che invece diminuiranno man mano ci si allontana dalla strada in cui è stata apportata la modifica».

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Tangenziale, ora o mai più. Qualche esempio? «Se realizziamo la tangenziale, con il primo tratto fino a via Hiroshima, si avranno effetti tali per cui diminuirà il traffico sui viali e sul lungo Crostolo, ma lo aggiungerà su via Hiroshima. Da un intervento del genere ci aspettiamo benefici su tutto l’arco nord dei viali, evitando l’effetto collo di bottiglia di via XX settembre».

I viali? Spostarli in centro. È uno dei pallini “storici” delle amministrazioni reggiane: decongestionare i viali, inglobandoli al centro. Un’operazione non solo tecnica, ma anche culturale. Che tuttavia non può prescindere da un ripensamento della funzione che i viali hanno per il sistema di traffico. «Decongestionare i viali vuol dire non solo togliere macchine – aggiunge Meggiato – ma poter intervenire anche su altri fronti: incrementando gli interventi urbani e aumentando la sicurezza, si potrebbe lavorare anche per rallentarli, facendoli diventare parte integrante del centro storico e riducendo il tipico effetto barriera che ha una strada».

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Verso sud. Se nell’area nord della città il sistema stradale offre diverse opzioni per far confluire il traffico, come ad esempio via Adua e via XX settembre, lo stesso non può dirsi per la zona sud. «Le situazioni di congestione, in questo caso, le affronteremo con la Bretella di Rivalta e la tangenziale di Fogliano – spiega ancora Meggiato – Con la costruzione della Bretella il traffico si sposterebbe verso via del Buracchione e la tangenziale sud-est. A sud, manca una vera e propria tangenziale: la sud-est è più lontana dalla via Emilia e le strade presenti sono soprattutto interne. Con Fogliano si potrebbe avere un miglioramento fino in via del Partigiano».

Effetto domino. Cambia una strada, cambia l’intero sistema. Ed è proprio l’effetto dmino quello studiato nei monitoraggi: «Se si riescono a diminuire le auto in via del Partigiano potrebbe liberarsi ulteriore traffico anche dai viali di circonvallazione. È un effetto domino di spostamento del traffico verso l’esterno, uno degli obiettivi del piano urbano di mobilità. La parte ovest, in via Inghilterra e in via Chopin, in direzione nord ha margini di capacità che possono essere aumentati: va migliorata in alcuni punti, come abbiamo iniziato a fare all'Orologio. La stessa tangenziale nord, nel tratto a quattro corsie, ha margini per essere incrementata. Cosa che invece via del Partigiano non può avere perché è già quasi in saturazione».

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