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Chat sessuali, è boom di estorsioni

di Chiara Cabassa
Chat sessuali, è boom di estorsioni

In un anno sono passate da 32 a 195. Il sociologo Codeluppi: «Su web la comunicazione è semplificata e ambigua»

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REGGIO EMILIA. L'ultima frontiera del cybercrime si chiama “sex-torsion”, cioè l'estorsione realizzata tramite chat erotiche su skype. Questo il dato più significativo che emerge dal bilancio 2014 della Polizia postale, che monitora l'andamento dei crimini informatici in Emilia Romagna negli ultimi cinque anni. Secondo i dati raccolti, le denunce per “sex-torsion” registrate nel 2014 sono 195, mentre erano 32 nel 2013: un aumento esponenziale, che fa di questo reato la «nuova moda» del crimine online.

Tutto inizia - spiega la Polizia postale - con una richiesta di amicizia su un sito di incontri o su un social network, fatta a un giovane (o a un adulto attempato) da una ragazza avvenente. Dopo uno scambio di mail si fissa un incontro davanti alla webcam, dove la donna propone un'esperienza di sesso virtuale.

Quando l’uomo ha ormai compiuto gli inequivocabili gesti di chi si è lasciato andare, la conversazione si interrompe e arriva il messaggio con il ricatto: «Ho registrato tutto il video. Se non vuoi che lo faccia circolare mi devi inviare 500 euro». E spesso le vittime accettano, per pudore e per paura, e pagano la cifra richiesta tramite il circuito “money transfer”. Dai dati fino ad oggi raccolti, il paese in cui giunge il maggior numero di pagamenti è la Costa d’Avorio, ma di recente si sono registrati sempre più casi nei quali gli autori dell’estorsione operavano dall’Italia.

Della “nuova moda” del crimine on line abbiamo parlato con Vanni Codeluppi, sociologo e docente ordinario alla Iulm.

Professor Codeluppi, i confini di reale e virtuale si fanno sempre più pericolosamente sfumati?

«Certamente via via che si sviluppano la rete e le relazioni mediate, tende a cadere la barriera tra due mondi che fino a poco tempo fa erano assolutamente distinti. Reale e virtuale finiscono inevitabilmente per intrecciarsi nel momento in cui certi strumenti entrano a far parte della nostra quotidianità. Resta il fatto che questi strumenti se da un lato ci offrono canali di comunicazione molto semplificate, dall’altro lasciano ampio spazio ad un buon margine di ambiguità».

Già. Ma quanto e come cambia la comunicazione quando è mediata da internet?

«C’è una comunicazione, gli psicologi ce l’hanno insegnato, che passa attraverso il corpo e che trasmette quello che neppure le parole sono in grado di spiegare. Quando il linguaggio del corpo viene a mancare, ed è il caso della comunicazione virtuale, ecco che si lascia spazio all’ambiguità, al non detto. Nella velocizzazione e nella semplificazione della comunicazione si inserisce anche l’inganno, la frode che diventa reato».

Davanti a un monitor, siamo allora tutti un po’ più ingenui?

«Bisogna partire dal presupposto che nella nostra società aumentano le persone che vivono da sole, e non si parla solo di anziani. Aumenta il numero dei single. Cresce il numero di persone sole che avvertono il bisogno di relazioni sociali. E davanti a un computer, socializzare è apparentemente veloce e semplice. Nel caso delle estorsioni realizzata tramite chat erotiche su skype c’è anche un elemento in più su cui riflettere: il modo in cui si pongono le donne».

Sta parlando di una strategia?

«Sto dicendo che la “sex torsion” funziona bene e sempre di più va a buon fine perché l’uomo si trova di fronte a una donna che ribalta il suo tradizionale ruolo che l’ha sempre vista passiva. La donna che seduce e si propone è un messaggio oggi più che mai efficace per l’uomo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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