Folgorato da una scarica da 15 mila volt
La vittima è un operaio guastallese di 36 anni che stava eseguendo dei lavori in una cabina elettrica della Pibiplast
CORREGGIO. La corsa folle e disperata dell’ambulanza, preceduta dal suono lacerante della sirena che ti fa girare la testa anche se non vuoi, le lacrime che rigano le guance di chi ha visto tutto ma, impotente e disperato, non ha potuto fare nulla per evitare la tragedia. Sono particolari, spezzoni di una morte bianca, così vengono chiamati gli infortuni sul lavoro. La vittima si chiamava Davide Guastalla, aveva 36 anni, morto folgorato da una scarica elettrica.
L’infortunio è avvenuto ieri intorno a mezzogiorno. Guastalla, tecnico e operaio elettrico, insieme ad altri colleghi dell’azienda Electric Power di Campagnola, era stato chiamato per eseguire lavori all’interno della Pibiplast azienda correggese con sede in via Costituzione 19.
Doveva essere una giornata di lavoro come tante altre, la solita uscita del sabato quando le aziende come la Pibiplast, specializzata in stampaggio di materie plastiche, non stanno producendo a pieno regime e così si possono eseguire interventi di controllo e manutenzione con maggiore calma e tranquillità.
L’intervento della squadra dell’Electric Power prevedeva alcuni lavori sull’impianto elettrico tra cui un adeguamento all’interno di una cabina elettrica collocata all’esterno della ditta. Ed è stato proprio in questa cabina, che l’operaio è stato colpito da una potente scarica elettrica; una scossa che lo ha ucciso praticamente all’istante.
L’allarme è scattato subito con concitate telefonate al centralino del 118, «presto, correte, c’è un operaio che sta male...» ma quando i soccorritori sono arrivati non hanno potuto fare altro che stendere pietosamente un lenzuolo su quel corpo giovane ma ormai immobile.
Ma che cosa abbia provocato la mortale scossa questo ancora non si sa. Tutto adesso è al vaglio dei carabinieri e del personale del servizio prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Ausl (ex medicina lavoro) che ieri sono intervenuti sul posto insieme ad una squadra dei vigili del fuoco ed a tecnici dell’Enel.
Starà a loro spiegare, sulla base degli elementi e delle testimonianze raccolte, spiegare cosa sia accaduto mattina all'interno di quella maledetta cabina, una cella di media tensione da 15.000 volt. Quando si è sparsa la notizia dell’infortunio alla Pibiplast sono accorsi altri amici e colleghi della vittima. Tutti stretti e uniti da un comprensibile e angosciante dolore, per ore sono rimasti al di là del cancello dell’azienda, a seguire da lontano i sopralluoghi degli esperti e in attesa che arrivasse il furogne della Croce Verde a portar via il corpo del collega e amico. Poche parole le loro, come poche le parole sull'accaduto sono arrivate dai responsabili dell'azienda in cui l’operaio stava effettuando i lavori. «Una tragedia, una terribile tragedia – ha detto quasi incredulo uno dei proprietari della Pibiplast – ma non so dire ancora cosa sia successo». La salma di Davide Guastalla è ora a disposizione della Procura reggiana che ha aperto un fascicolo.
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