Gazzetta di Reggio

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Incidente al figlio, la rabbia della madre

di Alessandro Zelioli
Incidente al figlio, la rabbia della madre

Montecchio: un 18enne in bici investito in via Prampolini. La donna attacca il Comune: «Pronta a fare una denuncia»

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MONTECCHIO. Nuovo incidente in via Prampolini. A essere travolto, sulle strisce pedonali, è stato Matteo Terzi, studente 18enne della quinta Informatici dell’Istituto d’Arzo. L’investimento si è verificato ieri alle 7.30: il giovane, che arrivava in bici da via Gondar, è stato travolto da una Mercedes che proveniva da Montechiarugolo in direzione Reggio.

Quell’attraversamento pedonale, che taglia perpendicolarmente una strada provinciale di grandissimo traffico, stavolta ha procurato “solo” la frattura scomposta dell’ulna del braccio sinistro al malcapitato giovane, ma è già tristemente noto per incidenti anche mortali, costati la vita ad altri cittadini montecchiesi.

La dinamica è sempre la stessa. I pedoni sbucano dal portico della banca antistante le strisce per entrare nella piazza del paese. Chi proviene da Parma, spesso causa l’alta velocità, non fa in tempo a frenare e non si avvede di chi sta per immettersi sulla strada e lo scontro diventa inevitabile. Nel caso specifico, l’investitore di Terzi, si è distratto nel tentativo di spegnere l’autoradio. Il conducente stava andando al lavoro e si è subito fermato per soccorrere il 18enne, volato dall’altra parte della strada e con la bici tranciata in due dall’impatto. I volontari della Croce Arancione hanno trovato l’investitore in lacrime per lo shock. Trasferito al pronto soccorso del Franchini, Terzi è poi stato dimesso nelle prime ore del pomeriggio e verrà operato la prossima settimana per ricomporre la frattura scomposta dell’avambraccio sinistro.

«Ritengo Provincia e amministrazione di Montecchio responsabili di quanto accaduto a Matteo. Pertanto provvederò a presentare denuncia agli organi competenti. Speriamo che quello accaduto a Matteo sia l’ultimo incidente in quell’incrocio». Paola Spaggiari, madre del ragazzo investito, è agguerrita. La telefonata ricevuta per comunicarle l’incidente occorso al figlio non è la causa del suo astio ma solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso: perché lei questa possibile tragedia l’aveva prevista.

«Quando Matteo faceva ancora le elementari – racconta – l’allora sindaco Iris Giglioli (primo cittadino per due legislature prima di Paolo Colli, attuale sindaco, ndc) aveva fatto una grande campagna per mandare a scuola i nostri figli in bici e non accompagnati in auto. Questo per la salute, l’inquinamento, il fare gruppo e tante altre belle parole. Io, assieme a qualche altra madre, facemmo dura opposizione. Il problema era quell’incrocio, estremamente pericoloso, che ci impediva di stare tranquille. Per questo Matteo fino a pochi anni fa, la bici per andare a scuola non l’ha mai usata».

«Dopo aver cercato diverse volte un chiarimento con l’amministrazione, decisi di inviare una raccomandata a Iris Gilioli: le dissi che la ritenevo responsabile di eventuali incidenti che avessero coinvolto uno dei miei due figli. La conservo ancora e ora metterò in pratica le mie minacce di allora. Mi sono stancata di questo finto buonismo da parte delle istituzioni: se qualcuno non inizia ad alzare la voce, in questa piccola Montecchio, le cose non cambieranno mai».

La strada, però, è provinciale... «Cosa c’entra? Io pago le tasse al Comune ed è il Comune che deve provvedere a far sì che questa strada non sia una continua minaccia per chi va a scuola o a fare la spesa. Ci sono stati anche dei morti. Il risultato? Un lampeggiante piccolo che se c’è il sole in faccia non si riesce a vedere».

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