Artigiano muore carbonizzato in un casolare, è giallo
Ritrovato nel pomeriggio il corpo senza vita di un uomo 40enne di Scandiano. Poco prima aveva inviato un sms ad un amico annunciando l'intenzione di suicidarsi. La procura apre un'indagine
RUBIERA. Un uomo di 40 anni, Andrea Ranieri, è stato trovato morto carbonizzato dietro a un casolare in via Fontana intorno alle 16.30 di ieri.
L’apparenza fa propendere per il suicidio, ma secondo gli inquirenti diversi elementi sono ancora tutti da chiarire. L’uomo giaceva immobile riverso a terra a pancia in giù e le fiamme lo avvolgevano ancora, quando è stato trovato dai carabinieri, allertati da un amico di Ranieri.
Strano che abbia resistito al dolore rimanendo immobile disteso in quella posizione. Ora sarà necessario, tra le prime cose, accertare se Ranieri fosse già morto o incosciente quando è divampato l’incendio e perché.
A questo proposito potrebbero venire elementi importanti dall’autopsia.Il magistrato che si occupa delle indagini, Maria Rita Pantani, ha già aperto un fascicolo e nella mattinata di oggi confermerà l’incarico per l’esecuzione dell’esame autoptico.
Ranieri si era allontanato da casa l’8 dicembre scorso. Le ricerche si erano subito attivate ed erano stati allertati, a un certo punto, anche i carabinieri.
Una pattuglia dei militari dell’Arma lo aveva poi fermato, nel Modenese: identificato lo avevano invitato a tornare a casa. «Ho quarant’anni – aveva risposto ai militari – Faccio quello che voglio».
Cosa ci sia stato alla base di questo comportamento, è ancora tutto da chiarire. E gli inquirenti intendono fare luce anche su questo.
Tra le poche certezze c’è che l’amico dell’artigiano che poi ha dato l’allarme consentendo di trovare il cadavere ancora avvolto dalle fiamme, dunque nell’immediatezza dei fatti, è stato raggiunto da un messaggio sul cellulare, un sms, in cui Ranieri esprimeva i suoi intenti suicidi.
L’immediatezza della segnalazione ai militari dell’Arma di Scandiano ha consentito poi di trovare l’artigiano in via Fontana a Rubiera; questo è stato possibile grazie all’individuazione della cella telefonica da cui era partito il messaggio arrivato poi all’amico. In questo modo i carabinieri – al lavoro a questo punto sia quelli di Scandiano che quelli di Rubiera – hanno potuto individuare in poco tempo l’area dalla quale era partito l’sms, cioé la zona di Fontana.
La frazione è stata setacciata e in poco tempo è stato localizzato dai carabinieri il Land Rover Freelander di Ranieri, parcheggiato davanti a un casolare abbandonato. I militari dell’Arma hanno poi trovato il corpo, ancora avvolto dalle fiamme, e in quella singolare posizione, a terra nel retro dello stabile.
Sull’auto dell’artigiano, che svolgeva l’attività di muratore con il padre Avelio, sono poi stati trovati alcuni biglietti in cui Ranieri lascia intendere i suoi propositi suicidi e rimanda a un documento, conservato nella memoria del suo stesso cellulare, che spiegherebbe le cause del suo gesto estremo.
Saprete tutto leggendo quello che ho lasciato scritto sul mio telefonino: suonano più o meno così le ultime parole scritte dal 40enne.
L’uomo, celibe e senza figli, lascia il papà Avelio e la mamma Cristina, e due fratelli e una sorella. Gli amici, sotto shock, non si capacitano di quanto accaduto.
«Lo conoscevo da quando andavamo insieme all’asilo – dice Fabrizio Giubbini, titolare dell’onoranza funebre di Scandiano – Non posso crederci. Non avrei mai immaginato che potesse arrivare a tanto».
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