Natura, musei e cibo in quattro “mosse”
Ecco i pacchetti turistici dell’imprenditore Comolli che riguardano la nostra provincia in vista della rassegna milanese
GUASTALLA. Con Expo alle porte, sta prendendo sempre più forma il progetto dell’imprenditore piacentino Giampietro Comolli “UnPoxExPo2015”. Un’idea che parte da lontano (i bagliori del progetto risalgono al 2010) e che punta a valorizzare il corso del fiume Po, mettere in rete imprese, creare eventi, organizzare convegni e manifestazioni, proporre itinerari culturali ed enogastronomici, per far conoscere il “made in Italy” attraverso la valorizzazione dei prodotti, la riqualificazione del territorio e lo sviluppo di nuove imprese di giovani, in modo da riuscire a dare continuità all’iniziativa, anche dopo il 2015.
L’occasione rappresentata dal grande evento che si svolgerà quest’anno a Milano è di quelle ghiotte, a poco più di cento chilometri dalla nostra provincia, e l’idea di Comolli è una delle poche totalmente strutturata sinora, in grado di offrire alle migliaia di persone previste ogni giorno (si prevede una media tra le 90 ila e le 200 mila) un programma concreto e invitante, in grado di “staccarsi” dalla realtà metropolitana. Oggi sono 340 mila i pacchetti turistici venduti dai tour operator aderenti al progetto “UnPoxExpo2015” ai tour operator stranieri, agenzie e compagnie viaggi e trasporti e gran parte delle prenotazioni sono possibili via web sui portali dei singoli tour operator.
Presto, in Italia si potrà scaricare l’app e prenotare direttamente il pacchetto “luxury” o “youth”, ideali per i target scelti dal sistema di incoming. All’estero, il progetto “UnPoxExPo2015” ha presentato come richiamo e indicazione solo venti pacchetti turistici rappresentativi di tutta l’area vasta, da Cuneo a Venezia, venti borghi blu, trenta eventi enogastronomici.
«Grazie a importanti e notissimi partner e reseller autorizzati da Expo spa – spiega Comolli – il passaparola in tre anni di attività è stato molto ampio e ben canalizzato fra italiani all’estero, consolati, manager di imprese. Il resto è stato fatto dai tour operator nazionali. Il pacchetto turistico tipo si basa sempre su un percorso, un itinerario ben definito e identificato dai moderni personal dispositivi, dal pc allo smartphone, dalle app alle bludoor. Undici distretti lungo il Po, due ruotano attorno alla Bassa reggiana e oltrepo mantovano.
Cento grandi ristoranti offrono piatti e ricette della tradizione e innovazione: dalle torte fritte alle paste ripiene, dal filetto di carne alla coppa arrosto, dalle lasagne di carne e verdure ai risotti, dai tortellini agli agnolotti, dalle rane fritte allo storione, dagli stricci all’anguilla, dalla salama da sugo ai lessi misti, pane a treccia e micca ai grissini torinesi, dalla polenta alla mostarda, dal ragù di carne alle ciambelle dolci, dai baci di dama ai gianduiotti, espressione dei quattro sensi-gusti che tutto il mondo conosce dolce, salato, acido, amaro. I due distretti dell’Emilia si concentrano su salato e acido, rappresentati da salumi, Parmigiano Reggiano e Lambrusco».
«L’idea di fare turismo camminando e percorrendo in pianura lunghi tragitti diversificati – prosegue l’imprenditore piacentino – è piaciuta molto nel mondo. I pacchetti turistici puntano su percorsi precisi e dettagliati: non agonistici a piedi, nordic walking, fast walking, in bici, mountain bike, a cavallo. Due elementi attirano il turista: la biodiversità della nutrizione giornaliera come elemento salutare e sicuro e la conservazione del cibo per garantire durata del cibo».
Tra i tanti itinerari proposti da Comolli, quattro interessano direttamente la nostra provincia con proposte che si alternano a seconda delle peculiarità di ogni singola zona.
«Ci fa piacere vedere oggi – spiega Comolli – che il grande Bottura punta per Expo a mettere in pratica quello che è stato già nel 2010 il nostro tematismo base. Il cibo cucinato è cultura, l’alimento crudo raccolto è natura. Occorre rivalutare una storia padana nata nel VI secolo dopo Cristo grazie a frati, monaci abati che nelle corti monastiche e negli oratori e reffettori hanno creato alimenti secondo una civiltà e cultura basata su conservazione, eliminazione di sprechi, consumo ridotto del suolo, poca acqua. All’epoca una risposta concreta a fame, a carestie, malattie, viandanti a piedi e guerre. Bottura durante Expo opera a Milano, noi vogliamo far toccare con mano i luoghi antichi della vera storia della conservazione del cibo».
Itinerario 1 - Da Colorno alla Bassa reggiana, tra monumenti e Lambrusco
E' un percorso che si snoda lungo gli argini del fiume da Colorno (Parma) e arriva fino a Carpi (durata circa 40 ore), con viaggio in barca da Brescello fino a San Benedetto Po e l'assaggio dei Lambruschi più noti. Prima visita e assaggio in cantina Ceci a Torrile alle porte di Colorno, percorso nella Reggia, incontro con la scuola internazionale di grande cucina italiana di Alma e, volendo, in bici o in moto si segue l'oratorio Copermio e si arriva alla foce dell'Enza. Si segue l'argine fino a Boretto, quindi Poviglio e Castelnovo Sotto per visita alla Rocca, al Museo Cervi (foto) con annesso il Parco ecorurale. A Gattatico assaggio in cantina Donelli del Lambrusco effervescente Salamino Santa Croce, tappa alle Cantine Riunite di Campegine per un Lambrusco Reggiano doc Spumante. Deviazione a Bagnolo in Piano per le carni lesse della locanda da Probo. Arrivo a Correggio e percorso fra Palazzo Contarelli e Santa Maria della Misericordia. Sosta alla Cantina Prato e meritato riposo all'albergo dei Medaglioni. La mattina seguente, ripreso il percorso, a Carpi visita in città e assaggio alla Cantina di Santa Croce per il Lambrusco Salamino. Un itinerario per conoscere le terre dei Lambruschi e portare a casa una vera bottiglia effervescente, non una imitazione.
Itinerario 2 - Dall'Expo per visitare la terra del Parmigiano reggiano
Da Rho-Expo direttamente alla stazione Mediopadana dell'Alta Velocità di Reggio Emilia, tempo 61 minuti, costo 33 euro. Noleggio auto, moto o bici. Arrivo a San Martino in Rio e visita al museo rurale, quindi partenza per Santa Croce e arrivo a Carpi con visita a Palazzo dei Pio, i Portici, Monastero delle Clarisse. All'antico forno acquisto del famoso pane casereccio e ripresa della strada verso Correggio, per una visita al museo "Il Correggio" nel Palazzo Dei Principi e sosta all'Osteria Come Una Volta, acquisti e assaggi nella Cantina EmiliaWine di un Lambrusco Salamino e al salumificio Bidinelli di una mortadella reggiana da oscar. Ripartenza per Sant'Ilario d'Enza, per visitare il caseificio Cantarelli dove si produce un Parmigiano Reggiano riserva in abbinamento al Lambrusco spumante super dell'azienda Il Moro a Calerno. Veloce puntata a Villa Aiola di Montecchio per un percorso didattico nel museo del Parmigiano Reggiano, rientro a Reggio Emilia. Cena in città per chi ama la carne (trattoria Fornaciari oppure al "A Mangiare", pernotto all'hotel Posta in città. Mattina seguente visita al caseificio Notari per un assaggio di Reggiano prodotto con latte esclusivo di Vacche Rosse, una rarità. Rientro a Expo.
Itinerario 3 - Visite a Luzzara, Reggiolo e Novellara
Da Pegognaga a Novellara, da Mirandola a San Benedetto Po. Il fiume Po sembra che voglia tornare alla sorgente, creando una ampia curva dove Emilia e Lombardia diventano un unicum. Dall'autostrada A22 del Brennero si esce a Pegognaga (Mantova) con visita formativa alla Latteria Vo Grande; si procede per Luzzara, visita al Palazzo della Macina, arrivo a Reggiolo per il pranzo e poi transito per i fontanili delle Valli di Novellara (foto), visita istruttiva all'acetaia di San Giacomo, alla corte della tenuta Greppi, sosta in paese alla boutique dei Sapori Emiliani e pernotto al Podere Canovi agriturismo. Visita all'Abbazia di Novellara, strada per Rolo e, una volta arrivati a Mirandola (Modena), sosta da Busuoli per le praline cacao-aceto balsamico tradizionale e da Maia Felix per la miglior mortadella. Tappa a San Giovanni del Dosso per un incontro didattico gustativo con i prosciutti e salumi certificati bio di Pedrazzoli e assaggio dell'arte culinaria fluviale-emiliana all'Ambasciata di Quistello, partendo da un sublime piatto di tortelli di zucca. Ritorno verso San Benedetto Po e visita all'abbazia benedettina di Polirone (da non perdere la sacrestia e l'antico orto medievale dove si coltivavano i famosi asparagi), centro per bonificare e coltivare le terre fluviali già dal IX secolo e dove si allevavano i primi suini e bovini, dove si insaccava la carne e il pesce di fiume veniva seccato per durare nel tempo (tradizioni rimaste). Pernotto meritato a Volivia Relais di Pegognaga.
Itinerario 4 - In bici tra i paesi del "Mondo Piccolo"
Da Gualtieri a Guastalla, il Po del Mondo Piccolo. Gualtieri ha una stazione ferroviaria, sulla tratta che da Parma conduce a Suzzara: si caricano bici e via. Gualtieri è un gioiello rinascimentale da camminare, piazza Bentivoglio e la Collegiata sono da visitare, come pure Palazzo Greppi esempio di corte agricola nobiliare di villeggiatura e tenuta produttiva. Boretto si avvista con la cupola di San Marco, testimonia il forte legame con la Serenissima, porto commerciale fin dal VII secolo. Boretto (l'antica Boritu per i cispadani e gli etruschi, dove le anse a ritroso del fiume aperto consentivano il guado dei buoi) è un importante scalo, con attracco della motonave Stradivari dove è possibile pranzare. Poi si va a Brescello, sede del museo Don Camillo e Peppone, acquisto obbligato da Luigi Benelli della Spongata (antico dolce natalizio). Si prosegue per Viadana e sosta all'osteria da Bortolino sul Po e al salumificio Pezzi per l'acquisto del miglior zampone, quindi pomeriggio al museo del Bijoux e visita al torrione Estense a Casalmaggiore. Ritorno passando nelle Garzaie e Parco Golena Po di Pomponesco fino a Dosolo, per cena al ristorante Nizzoli e pernotto alla Locanda della Cerchia a Guastalla. La mattina seguente, visita alla Pieve di Guastalla e all'oratorio di San Giorgio, centro monasteriale dedito alla bonifica per 300 anni. Rientro a Gualtieri per una visita al museo di Antonio Ligabue, maestro della pittura naif, e arrivo alla stazione di Gualtieri.
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