Saggio sull’universo poetico e linguistico
BORETTO. Si chiama “A scrivere ho davanti il mondo. Parole e immagini nell’opera di Pietro Ghizzardi”, scritto da Jacopo Canteri, il saggio presentato ieri in teatro da Nicola Mazzeo, cofondatore...
BORETTO. Si chiama “A scrivere ho davanti il mondo. Parole e immagini nell’opera di Pietro Ghizzardi”, scritto da Jacopo Canteri, il saggio presentato ieri in teatro da Nicola Mazzeo, cofondatore della galleria Rizomi Art Brut di Torino e curatore del libro, e dal professor Gino Ruozzi dell’università di Bologna. L’opera esplora l’universo poetico e linguistico di Ghizzardi, sondando le relazioni tra il segno grafico dell’artista e la sua produzione pittorica, in particolare l’autpbiografia “Mi richordo anchora” (Einaudi, 1976) vincitrice del premio Viareggio Opera Prima nel 1976. Prima della presentazione Lucia Ghizzardi, nipote dell’artista, ha illustrato l’attività della casa-museo “Al Belvedere” (che si trova in via De Rossi) e dell’associazione, ricordando che qui si trova la più ampia collezione esistente delle opere dell’artista che includono opere pittoriche, murales, sculture, incisioni e manoscritti e che le opere ghizzardiane hanno preso parte anche a numerose rassegne internazionali, sino a Tokio e a Parigi. Prima dell’intervento dei relatori è stato proiettato un documentario del 1965 di Michele Gandini della durata di un quarto d’ora, che mostra Ghizzardi all’opera nella sua casa e che all’epoca venne divulgato su tutti i cinegiornali. (a.v.)
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