Una pietra in memoria di Lucia, ebrea deportata e uccisa
CORREGGIO. Studenti, bambini, qualche passante curioso e le autorità. Hanno partecipato in tanti venerdì mattina alla posa del “mattone” dorato davanti al civico 4 di piazza San Quirino, dove un...
CORREGGIO. Studenti, bambini, qualche passante curioso e le autorità. Hanno partecipato in tanti venerdì mattina alla posa del “mattone” dorato davanti al civico 4 di piazza San Quirino, dove un tempo viveva la correggese di origini ebree Lucia Finzi. Opera dell’artista tedesco Gunter Demnig, che dal 1995 posiziona le pietre davanti alle case dei deportati ebrei come segno di rispetto e memoria storica, il tassello che reca sopra l’incisione con la storia di Lucia è stato inserito tra i mattoni della pavimentazione antica, proprio davanti al portone della vecchia abitazione della Finzi. «Una pietra importante nella nostra Correggio – ha detto il vicesindaco Gianmarco Marzocchini – per non dimenticare ciò che è accaduto e sottolineare l’importanza del valore della memoria sia per i giovani che per ciascuno di noi. Un momento importante specialmente dopo ciò che è accaduto in questi giorni».
Il riferimento va alla strage di Parigi per cui il vicesindaco ha colto l’occasione per ricordare le vittime legate alla carneficina del giornale satirico Charlie Hebdo. Un momento di riflessione a cui si sono accodati i messaggi dei bambini e dei ragazzi delle scuole superiori di Correggio che sono intervenuti alle celebrazioni con messaggi personali dedicati alla giovane donna deportata e assassinata ad Auschwitz.
La pietra dedicata a Lucia è stata solo una delle dieci pietre dell’inciampo, volute e finanziate dai Viaggi della Memoria di Istoreco, posate a Reggio Emilia e provincia per ricordare le vittime del fascismo e del nazismo.
Oltre a Lucia, sulle pietre anche i nomi di Ada, Olga e Bice Corinaldi, Benedetto Melli, Lina Jacchia, Oreste Sinigalia, Beatrice Ravà, Iole e Ilma Rietti. (s.p.)
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