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Provincia, mancano tre milioni di euro per funzioni e deleghe

Evaristo Sparvieri
Provincia, mancano tre milioni di euro per funzioni e deleghe

Manghi: «Venerdì ci sarà un vertice in Regione». Il rischio esuberi dei dipendenti: «Riconvocato il tavolo con i sindacati»

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REGGIO EMILIA. Tre milioni di euro. È la cifra che la Regione dovrà cercare per inglobare le deleghe della Provincia, avviata verso il tortuoso percorso dello svuotamento delle funzioni. Una somma che da Bologna dovranno reperire nel proprio bilancio, per coprire una cifra complessiva di 28 milioni di euro, pari al costo delle funzioni delegate di tutte le nove province emiliano-romagnole. «Venerdì ci sarà in Regione un incontro per vedere se ci sarà la disponibilità a trovare le risorse», fa sapere il presidente della Provincia di Reggio, Giammaria Manghi.

Secondo l’apposito Osservatorio regionale, l’intero costo delle funzioni delegate di tutte le province emiliano-romagnole è di circa 60 milioni di euro. Di questi, 32 milioni erano già coperti dalla Regione. I restanti 28 milioni – fra i quali anche i 3 milioni di Reggio – erano invece a carico delle Province, ora all’ultimo stadio per le conseguenze della legge di Stabilità. «I tagli subiti impediscono di mettere quelle cifre – aggiunge Manghi – ma il governo sostiene che dovranno essere pagate dalle Regioni perché riguardano funzioni che erano delegate già prima della riforma. Da parte del presidente della Regione c’è la volontà politica di trovare i fondi nel bilancio regionale: si è creata un’ottima sintonia».

Un’operazione che comunque non sarà facile. Non solo perché la parte più sostanziosa del bilancio regionale contempla spese sanitarie, su cui è sempre difficile intervenire. Ma anche perché l’operazione avviene proprio all’interno di un percorso nel quale verrà ridefinito completamente il ruolo della nuova Provincia. Ed è solo a partire dalla ridefinizione delle deleghe che si potrà avviare anche una riassegnazione del personale, già sceso in piazza per manifestare i propri timori. Di certo, in capo a Palazzo Allende resteranno viabilità e infrastrutture, pianificazione territoriale, organizzazione della rete scolastica e ambiente. «Il governo conosce la maturità istituzionale degli enti locali emiliano-romagnoli - spiega Manghi - per questo la nostra Regione sarà una sorta di laboratorio nazionale che ci vedrà protagonisti per anticipare i tempi del cambiamento».

Quanto alla situazione dei dipendenti, «la prossima settimana verrà riconvocato il tavolo con i sindacati e, tra qualche giorno, incontrerò i presidenti delle Unioni per fare una ricognizione delle loro richieste. Le ricollocazioni non possono prescindere dalle funzioni che ci verranno assegnate. Ma la sistemazione dei lavoratori è la nostra principale priorità. Secondo me alcune funzioni, come la protezione civile, è giusto che restino in Provincia». Argomenti affrontati anche con Graziano Delrio, a Reggio per la festa del Tricolore insieme a Bonaccini: «Abbiamo parlato anche di Area vasta – conclude Manghi – l’intenzione del governo è quella di incentivare i territori disponibili a portare avanti la riforma. Io sono per la Grande Emilia: con Modena, Parma e Piacenza. Il dibattito è tutto da approfondire».

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