Omicidio Davoli, condanna a otto anni
Per la corte d'assise il 32enne dominicano Algenis Favia è responsabile di omicidio preterintenzionale. La vittima cadde a terra dopo un pugno battendo la testa contro il marciapiede. Per i familiari risarcimento di 410 mila euro
REGGIO EMILIA. Otto anni di reclusione e un risarcimento danni pari a 410 mila euro ai familiari di Marco Davoli. E' la sentenza emessa dalla Corte d'assise nei confronti del 32enne Algenis Favia, imputato per omicidio preterintenzionale.
Il 9 settembre 2013 il 53enne Marco Davoli al culmine di una discussione cadde a terra in via Emilia Ospizio, davanti al locale Pausa Caffè, battendo pesantemente la testa contro il cordolo di un marciapiede, che gli procurò un ematoma al cervelletto: morirà dopo undici giorni di coma.
Secondo la procura, fu un pugno sferrato dal marmista dominicano 32enne Algenis Favia, al culmine di una discussione, a farlo cadere, da qui l'accusa di omicidio preterintenzionale.
Dopo un’ora a mezzo di Camera di consiglio, questa mattina la Corte d'assise presieduta dal presidente del Tribunale, Francesco Caruso, ha condannato Favia a otto anni di reclusione e al risarcimento di 410 mila euro ai familiari della vittima. Il pm Valentina Salvi aveva chiesto una condanna di dieci anni, mentre il difensore del 32enne dominicano, Vainer Burani, aveva chiesto l’assoluzione invocando la legittima difesa. Lo sconto di pena si è concretizzata nella concessione delle attenuanti generiche.
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