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Solo un reggiano su dieci usa i mezzi pubblici

Evaristo Sparvieri
Solo un reggiano su dieci usa i mezzi pubblici

Secondo un’indagine del Comune il 62% delle persone si muove in auto. Per recarsi in ufficio il servizio Mobilità mette in campo il progetto Involve

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REGGIO EMILIA. Troppe auto sulle nostre strade? Solo il 10% dei reggiani usa i mezzi pubblici, mentre il 62% si muove in macchina. Sono alcuni dati dai quali è partito il progetto europeo “Involve”, che vede il Comune di Reggio capofila in una sperimentazione che ha lo scopo di coinvolgere le aziende private presenti in città nella gestione della mobilità, in modo da alleggerire i carichi di traffico delle aree urbane. Secondo i dati a disposizione del Comune, infatti, nelle ore di punta mattutina – in particolare per gli spostamenti casa-lavoro – il 62% dei reggiani usa l’automobile, il 10% va a piedi, il 18% usa la bicicletta (con un incremento del 20% in cinque anni) e solo il restante 10% si muove con mezzi pubblici, siano essi autobus o treni. Di qui il rischio di congestione in alcuni tratti stradali cittadini, come documentato dalla mappa del traffico apparsa nei giorni scorsi sulla Gazzetta.

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Il progetto ha coinvolto undici partner tra Comuni e aziende di trasporto di dieci paesi europei (Germania, Spagna, Grecia, Lituania, Italia, Repubblica Ceca, Slovenia, Regno Unito, Olanda, Polonia). A Reggio hanno aderito dieci aziende: Ccpl, Cgil-Teorema, Cisl, Comune di Reggio Emilia, Credem, Iren, Ferrari Gbw, Lombardini, Omso e Walwoil. Proprio queste aziende – per un totale di circa duemila lavoratori coinvolti – hanno rappresentato un campione delle 18 mila attività imprenditoriali presenti in città, che ogni giorno muovono una popolazione lavorativa di 82 mila persone. Scopo del progetto è quello di incentivare il ricorso a mezzi di mobilità alternativa. E, per fare questo, dotare le aziende di un mobility manager, ovvero di un referente che studi azioni per ridurre il numero di auto, promuovendo ad esempio l’utilizzo del trasporto pubblico o delle piattaforme condivise come il car pooling.

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«Per le piccole e micro imprese – spiega Alessandro Meggiato, responsabile del servizio la Mobilità del Comune – che rappresentano il 98,9% di quelle presenti in città, diventa difficile sostenere i costi di una figura del genere. Per questo motivo il Comune, in qualità di coordinatore, attraverso il progetto ha avviato un’analisi a livello di distretti, in modo da consentire alle imprese di aggregarsi». Quattro le aree individuate: centro storico (con un migliaio di lavoratori coinvolti), Csil (zona est, con un centinaio di lavoratori), via Gandhi (zona sud, con circa 500 lavoratori) e Pieve Modolena (zona ovest, con circa 500 lavoratori). Il risultato? L’auto viene usata soprattutto in via Gandhi e a Pieve, luoghi nei quali la sosta e gratuita e il servizio di trasporto pubblico è meno capillare.

A Pieve, circa l’85% dei lavoratori si muove in auto, mentre meno del 5% dei dipendenti ricorre alla bici. Nella zona di via Gandhi, la percentuale di auto è invece pari all’80%. Discorso diverso, invece, per il Centro storico, dove la percentuale delle biciclette supera il 20%.

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