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GATTATICO

Un camion forza il blocco, è bagarre tra i lavoratori

di Mauro Pinotti
Un camion forza il blocco, è bagarre tra i lavoratori

Lo sciopero davanti alla Procter & Gamble dei dipendenti della Mazzoni&Bizzaglia iscritti al Si.Cobas si trasforma in una “guerra civile”: il camionista "investitore" e una lavoratrice che stava manifestando finiscono in ospedale

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GATTATICO. Alta tensione alla Mazzoni&Bizzaglia di Gattattico. Quella che doveva essere una vertenza tra azienda e sindacato si è trasformata in una “guerra civile” tra lavoratori. Una trentina di iscritti al sindacato Si.Cobas hanno istituito un presidio davanti al capannone della Procter&Gamble, cliente dell’azienda reggiana, con blocco dei mezzi sia in entrata sia in uscita. L’agitazione è iniziata alle 5 e si è protratta per tutta la giornata.

Sul posto, intorno alle 9, sono arrivate due pattuglie dei carabinieri, tre camionette della polizia, inviate dalla questura e alcuni funzionari della Digos. Per dar man forte agli iscritti Si.Cobas dipendenti della Mazzoni&Bizzaglia che scioperavano, sono arrivati anche due pullman di lavoratori iscritti allo stesso sindacato da Bologna, oltre ad auto private da Piacenza e da Parma. L’atmosfera si è surriscaldata poco dopo le 9 quando un autista che stava uscendo con il proprio mezzo dai cancelli del magazzino della Procter&Gamble ha tentato di forzare il blocco.

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Una donna, secondo il racconto di Simone Carpeggiani – coordinatore del Si.Cobas Bologna che sta seguendo la vertenza nel tentativo di far rientrare i 10 licenziamenti decisi dalla direzione della Mazzoni&Bizzaglia – sarebbe stata urtata dal mezzo pesante, riportando una contusione a un polso e al naso. Secondo altre testimonianze, sembra anche che l’autista, mentre procedeva col proprio mezzo tra i manifestanti, sia stato raggiunto in cabina di guida da alcuni lavoratori, che lo hanno strattonato.

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Sia la donna sia l’autista sono dovuti ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso dell’ospedale di Montecchio con prognosi di 7 e 10 giorni. Simone Carpeggiani, coordinatore del Si.Cobas è furioso e precisa: «All’autista non è stato torto neppure un capello. Facile farsi dare 10 giorni di prognosi. Piuttosto abbiamo il video che metteremo on line e su Facebook, dove dimostriamo l’atteggiamento provocatorio dell’autista che, dopo essere uscito dal cancello aperto dai vigilantes privati, ha tirato dritto rischiando di investire le persone che gli chiedevano di fermarsi. Non solo. Li ha pure scherniti con un mezzo sorriso. E’ chiaro che poi qualcuno possa perdere la pazienza. Ma l’autista è stato solo strattonato. Non difendiamo solo il posto di lavoro ma anche la dignità dei lavoratori».

Carpeggiani se la prende anche con le forze dell’ordine: «Questo increscioso episodio non sarebbe successo se i poliziotti, i carabinieri e gli uomini della Digos fossero intervenuti nel momento in cui hanno visto che il camion stava investendo i lavoratori. Perché si sono comportati così? Sappiamo tutti che quei 10 licenziamenti sono politici e antisindacali. La responsabilità è della Mazzoni&Bizzaglia: non siamo stati noi quelli che in prefettura a Reggio e davanti al sindaco di Gattatico avevano promesso che non avrebbero licenziato nessuno, salvo però un’ora dopo spedire i telegrammi con i licenziamenti».

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In via Verdi, nel quartiere “Vecchia Puglia”, davanti alla sede della Mazzoni&Bizzaglia un altro gruppo di lavoratori è in fermento. Ma non scioperano contro l’azienda: ce l’hanno con il Si.Cobas e i loro iscritti: «Ci hanno vietato di entrare al lavoro. I nostri diritti e la nostra liberà sono stati violati – ha detto una lavoratrice portavoce dei 120 dipendenti iscritti a Cgil, Cisl e Uil che non condividono il modus operandi del Si.Cobas – Hanno colpito la Procter&Gamble che è la più importante committente della Mazzoni&Bizzaglia. Se perdiamo l'appalto rischiamo di perdere tutti il lavoro».

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