«Al volante non potete avere alibi»
Carla Mariani commenta l’investimento mortale di Quattro Castella
REGGIO EMILIA. Un milione di morti all’anno, 4mila solo in Italia. È questo il bilancio delle vittime della strada. Ne ha parlato ieri agli studenti di V del liceo Aldo Moro Carla Mariani, mamma di Raffaele, morto in un incidente il 19 ottobre di 17 anni fa.
«Dopo quattro mesi dalla sua morte ero già ospite dei programmi Rai per parlare di questa terribile esperienza – racconta – e da allora non ho mai demorso. Quando ho vestito mio figlio prima del funerale gli ho promesso che sarei morta da viva, che non sarei fuggita, che avrei continuato a progettare». Gli incontri organizzati da sette anni a questa parte al liceo Moro – che la Mariani vorrebbe estendere anche alle altre scuole – sono intitolati “Io, la mia salute, la mia vita, la mia strada”. «E la strada non è solo sinonimo di via – aggiunge – ma è anche il simbolo di un percorso, di un progetto. I ragazzi devono capire che non possono fare qualcosa solo perché la fanno tutti, ma devono pensare con la loro testa, reagire, comunicare. E se non se la sentono di fare qualcosa non la devono fare, devono dire di no: può salvare loro la vita. Arrabbiatevi di più – dice rivolgendosi agli studenti – uscite di casa, cercatevi, ditevi che vi amate, che vi piacete. Ma non bevete, non drogatevi».
Carla Mariani si commuove mentre parla della tragedia che le ha sconvolto la vita, ma la sua voce – seppur rotta – non tace. E i ragazzi, colpiti dal suo dolore e dal suo coraggio, la ascoltano senza bisogno di essere richiamati dai professori. Carla Mariani vuole solo essere uno stimolo: sono loro a dover capire che, quando si mettono al volante di un’automobile, tra le mani hanno un’arma potente, in grado di uccidere. E che alibi e giustificazioni servono a poco, quando la vita di una persona è stata mietuta sull’asfalto. È questa la conclusione a cui le classi sono arrivate dopo aver letto le dichiarazioni, pubblicate sulla Gazzetta il 26 novembre scorso, del 19enne di Quattro Castella che ha investito e ucciso Azizur Rahoman (28enne del Bangladesh), del padre dell’investitore e del direttore del giornale. «La cui risposta – tutti concordano – è stata esemplare». «Mi piacerebbe che ai prossimi incontri organizzati al Moro (che si terranno oggi e giovedì, dalle 11.55 alle 13.55) partecipassero anche il nuovo prefetto Raffaele Ruberto e la questora Isabella Fusiello – conclude – sarebbe importante che anche loro si fermassero ad ascoltare, semplicemente». (m.r.)
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