Gazzetta di Reggio

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Cir, flop del boicottaggio In fila davanti alla mensa

di Roberto Fontanili
Cir, flop del boicottaggio In fila davanti alla mensa

E’ guerra tra i sindacati e la cooperativa sull’adesione alla mobilitazione Intanto ieri in pochissimi hanno accolto l’invito a «portare il panino da casa»

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REGGIO EMILIA. E’ guerra di numeri tra sindacati e la Cir sull’adesione allo sciopero indetto ieri dai sindacati di categoria di Cgil e Cisl e che secondo l’azienda ha registrato «una bassa adesione, tanto che tutti i servizi di ristorazione sono rimasti attivi». Per i sindacati invece «l’adesione è stata media, con alcune mense aziendali come Cobo o Iren che hanno fatto registrare un’alta partecipazione, così come nel settore scolastico, mentre disservizi si sono registrati nelle altre mense pubbliche». Quello che sindacati denunciano sono però «le pressioni esercitate dall’azienda sui lavoratori per convincerli ad andare al lavoro e che hanno pregiudicato almeno in parte l’iniziativa». A fare da contraltare la presa di posizione di 25 lavoratori della Cir che in una lettera dichiarano di «non condividere le forme di lotta proposte dal sindacato, in particolare il boicottaggio del nostro servizio, in quanto i primi a esserne danneggiati siamo noi stessi e la nostra attività» e aggiungono: «Chiediamo alle organizzazioni sindacali di condividere il progetto aziendale di Cir Food a tutela dei nostri diritti».

Non è la marcia dei 40mila della Fiat, ma il piccolo segnale di uno scontro e di posizioni diverse tra gli stessi lavoratori e i numeri incerti sull’astensione dal lavoro - sui quali nessuno si è avventurato - lo confermano.

Su un altro elemento vale la pena riflettere: sono stati in generale i lavoratori reggiani a non accogliere l’appello del sindacato a boicottare le mense Cir, che invece pur con qualche disagio (come il dover servire i pasti in piatti e con posate di plastica) hanno funzionato a pieno regime.

Una battaglia di numeri quella che si è consumata ieri che riflette posizioni cristallizzate sulla vertenza in atto che riguarda il contratto integrativo aziendale disdetto unilateralmente dall’azienda cooperativa. Per la direzione della Cir «l’obiettivo è dare lavoro ai giovani e garantire sviluppo all’impresa», dicendosi «stupita della contrarietà del sindacato che parla di doppio regime quando la nostra proposta è esattamente l’opposto: vogliamo estendere lo stesso trattamento agli 11mila dipendenti nelle settanta province in cui Cir è presente». Da parte di Cgil e Cisl si sottolinea al contrario che «si è di fronte a una riduzione dei diritti dei lavoratori». «Con il regolamento unilateralmente applicato dalla Cir che introduce un doppio trattamento tra vecchi e nuovi assunti e la riduzione delle pause lavoro», sostiene il segretario della Fisasca Cisl Enrico Gobbi, sottolineando che «non si tratta di uno sciopero politico, ma sindacale». Il segretario della camera del lavoro Guido Mora (presente al presidio) preferisce mettere l’accento sul fatto che «i contratti non si possono stracciare quando si vuole e quando questo accade in un’azienda cooperativa si supera il limite della decenza».

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