Fusione tra i quattro Comuni: referendum a fine maggio
Potrebbe avvenire tra fine maggio e i primi di giugno il referendum per la fusione tra i quattro Comuni del crinale: Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto.
COLLAGNA. Potrebbe avvenire tra fine maggio e i primi di giugno il referendum per la fusione tra i 4 Comuni del crinale: Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto. L’iter della fusione, quando era già stata individuata una data utile per il referendum consultivo previsto per questo importante cambiamento amministrativo, lo scorso 12 ottobre, era stato interrotto a causa delle dimissioni di Vasco Errani e la conseguente decadenza della giunta regionale.
Ora, con la nuova giunta ormai operativa, anche il processo di fusione è ripartito, come spiega il sindaco di Collagna, Paolo Bargiacchi: «Il presidente della Regione, Bonaccini, si era espresso manifestando il pieno sostegno all’iter di fusione in campagna elettorale, intervenendo sia a Castelnovo Monti che a Cervarezza, ed ha avuto modo di ribadire questo sostegno anche alle celebrazioni per il Tricolore, il 7 gennaio. Ora deve essere completata la definizione di tutti gli organismi regionali e i vari adempimenti per l’avvio del mandato, poi l’iter potrà ripartire».
Una ripresa che dovrebbe poi procedere in tempi spediti, come spiega ancora Bargiacchi: «Abbiamo un grande vantaggio: un’apposita legge approvata nelle ultime battute prima dello scioglimento della passata amministrazione regionale ha salvaguardato quanto realizzato per la fusione fino a quel momento, quindi non ripartiamo da zero ma da buon punto. La stessa legge indica che l’iter dovrà ripartire entro 3 mesi dalla data di insediamento (29 dicembre) con la convocazione dell’apposita commissione regionale che, al momento, è ancora da costituire. Poi a seguire i tempi saranno stringenti: dovrà esprimersi il consiglio regionale e, se la fusione verrà approvata, il presidente entro 15 giorni dal passaggio in consiglio dovrà indicare la data del referendum».
Per l’approvazione non dovrebbero esserci problemi, visto che (almeno nella passata legislatura regionale) l’appoggio alla fusione era bipartisan e pressoché unanime. «Con una certa sicurezza – dice Bargiacchi – il referendum dovrebbe svolgersi tra gli ultimi giorni di maggio e i primi di giugno».
Resta da “riattizzare” la campagna e l’adesione popolare al progetto, visto che il periodo di sosta ha fatto calare l’attenzione attorno a un tema che, fino alle dimissioni di Errani, era al centro del dibattito in Appennino. (l.t.)
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