«Joghi, un omone buono e sempre gentile»
Tra Scandiano e Casalgrande regnano dolore e rabbia: «Non toccateci Andrea. Era un ragazzo d’oro»
SCANDIANO. Un “omone” buono a cui piacevano la buona tavola e la compagnia degli amici nei rari momenti liberi dal lavoro di muratore, che svolgeva con il padre Avelio. Questo era, per chi lo conosceva, Andrea Ranieri, l’artigiano trovato morto carbonizzato dietro a un casolare in via Fontana a Rubiera. E questo si evince dalle poche tracce di lui rimaste su Facebook. Non a caso lo chiamavano “Joghi” come l’orso grande e buono dei cartoni animati.
«Era un bravo ragazzo che lavorava e amava passare il tempo libero in compagnia a fare baracca. Le ragazze? Non erano la sua priorità. Gli bastava sedere a tavola e mangiare trascorrendo così ore insieme agli amici ed era contento», racconta l’amico d’infanzia, Fabrizio Giubbini, delle onoranze funebri di Scandiano.
Tutti a Scandiano e a Casalgrande, paese di origine dei Ranieri, sono ancora atterriti e increduli e si stringono forte al dolore della famiglia. All’indomani della tragedia accanto ai genitori, Avelio e Cristina, con cui Andrea viveva a Rondinara, ci sono gli altri figli, i due fratelli e la sorella del 40enne, che, contrariamente a quanto riferito ieri era celibe e non aveva figli. Non se la sentono di parlare. Accanto al dolore la rabbia: «Ricordatevi tutti che Andrea non si tocca. Basta scrivere cazzate. Voi cosa ne sapete? Zitti zitti! Era un ragazzo d’oro pronto ad aiutare sempre tutti e guai a chi lo tocca il nostro Fratellone, zio», scrive su Facebook la cognata.
«Hai ragione. Ogni volta che lo si incontrava ti salutava sempre con il suo modo di fare gentile ed educato – posta Roberta Buffagni – Era un ragazzo buono e non credo a quello che hanno scritto...».
Al cronista che chiede se ci si sia fatti un’idea di cosa sia accaduto, risponde da un citofono la sorella: «Ancora non sappiamo niente. Vogliamo solo che venga rispettato il nostro dolore».
Un dolore che corre anche su Facebook. «A chi fa piacere e ha voglia di mettere questo simbolo per ricordare Andrea può farlo, per chi gli ha voluto bene, per lui e per la sua famiglia. Io lo faccio», scrive ancora Vanna Burani postando il nastro nero a lutto sul suo profilo. (m.f.)
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