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Cir Food, ora i sindacati tendono la mano alla coop

Cir Food, ora i sindacati tendono la mano alla coop

Cgil, Cisl e Uil in coro: «Le dichiarazioni dei vertici aziendali ci danno ragione ritirino la disdetta contrattuale e siamo pronti a trattare sul resto»

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REGGIO EMILIA. Un misunderstanding. Con in mezzo uno sciopero, una ridda di accuse e - addirittura - un tentativo (fallito) di boicottaggio. Quella tra i sindacati confederali e i vertici della Cir, la Cooperativa italiana ristorazione è una delle più accese vertenze sindacali degli ultimi tempi ma potrebbe alla fine risolversi così, come un gigantesco malinteso.

Questo, a giudicare dalle reazioni delle parti in queste ultime ore. A sottolineare la possibilità di una tregua, sono gli stessi segretari provinciali di categoria, con una nota congiunta che prende le mosse dalle ultime dichiarazioni pubbliche dei vertici aziendali.

«Apprendiamo - si legge in una nota a firma di Stefano Baisi (Cgil), Ermanno Gobbi (Cisl) e Lorenzo Tollari (Uil) - dai mezzi stampa, non senza stupore, che per voce del direttore delle risorse umane Giordano Curti, Cir Food ha cambiato idea». Secondo i sindacati infatti «affermare che “ siamo stupiti della contrarietà del Sindacato che parla di doppio regime salariale quando la nostra proposta è esattamente l’opposto “ e che “vogliamo estendere lo stesso trattamento agli 11 mila dipendenti nelle settanta province” non può che trovarci d’accordo. E per quanto riguarda la pausa abolita, una delle motivazioni che ci ha costretto a dichiararesciopero il 12 Gennaio scorso , anche qui notiamo con immenso piacere che il Direttore Curti ha cambiato idea dichiarando che l’estensione a tutti i soci dello stesso trattamento di Reggio “avverrà senza intaccare i diritti acquisiti”. Perfetto!!» è il commento, punti esclamativi compresi, dei sindacati: «Se Cir - prosegue la nota dei confederali - conferma quello che ha dichiarato ieri sui mezzi di comunicazione, e che noi qui abbiamo riportato, siamo pronti alla trattativa: Cir ritiri la disdetta e ci riconvochi al tavolo. Se il progetto è realmente questo non abbiamo motivi per essere contrari».

Difficile dire se questa presa di posizione dei sindacati sia in qualche modo la conseguenza del fallimento del boicottaggio che sempre lunedì scorso, in concomitanza con lo sciopero, Cgil Cisl e Uil avevano tentato di mettere in atto invitando i lavoratori della provincia, per un giorno, a non servirsi delle mense Cir.

Di certo sono oggi gli stessi sindacati a puntualizzare: «Vogliamo far notare - scrivono - che quello da noi proposto non era un boicottaggio, ma una richiesta di solidarietà a tutti i lavoratori degli altri settori verso i lavoratori Cir, in stragrande maggioranza donne part-time con poche centinaia di euro di stipendio mensile. Metodi utilizzati più volte in altre vertenze». Come unica condizione per riprendere le trattative i sindacati tornano a chiedere il «ritiro della disdetta contrattuale».

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