Figlia rapita, 8 mesi ai genitori
Sentenza “soft”, risarcita simbolicamente di un euro la tutrice. Il difensore: «Avrei fatto come loro»
REGGIO EMILIA. Ancora una “puntata” giudiziaria della storia difficile e dolorosa di Anna Giulia (che ora ha 9 anni) e dei suoi genitori (Gilda Fontana e Massimiliano Camparini).
Ieri si è chiuso l’antefatto di questa sofferta vicenda: da quel momento i genitori non videro infatti più la loro bambina. Rapirono nel 2010 la piccola, a quel tempo affidata ad una comunità perché al papà e alla mamma era stata sospesa la potestà genitoriale. Il rapimento, la fuga in Slovenia, la riconsegna della piccola alla squadra mobile dopo quattro giorni. Per tutto ciò – sequestro di minore – il giudice Cristina Beretti ha condannato i due coniugi ad otto mesi di reclusione, con la pena accessoria – obbligatoriamente prevista dalla legge in caso di condanna – della sospensione della capacità genitoriale (un provvedimento che va ad assommarsi a quanto analogamente stabilito da altre due sentenze). Una sentenza maturata, comunque, lontano dai clamori: gli imputati non sono presenti in aula, sembrano trascorsi anni luce dalle interviste polemiche rilasciate dai Camparini alla trasmissione “Chi l’ha visto?” di Rai3.
Accolta la richiesta di condanna del pm, compresa la concessione delle attenuanti generiche: «Al di là delle ragioni esposte dai genitori che possono essere comprensibili, il reato è ampiamente provato».
Simbolicamente la parte civile – rappresentata dall’avvocato Noris Bucchi – ha chiesto un euro di risarcimento per la tutrice della piccola (si tratta dell’avvocatessa Sabrina Tagliati che ha partecipato all’udienza). «La cura dei propri figli è un dovere dei genitori – ha sottolineato il legale – ma non ne possono disporre unilateralmente: non tutti i genitori sono idonei e per il controllo del loro agire sono state stabilite delle regole. In tal senso il provvedimento del tribunale per i minorenni è legittimo e i genitori commisero una sottrazione vera e propria, togliendo la bimba dall’ambiente dove doveva stare per il suo bene». L’avvocato difensore Lino Miraglia – che ha sostituito il fratello Francesco, “storico” legale dei coniugi Camparini – ha invece chiesto l’assoluzione o, in subordine, la condanna al più lieve reato di inottemperanza di un provvedimento del giudice: «Gli stessi servizi sociali – ha replicato il difensore – hanno ritenuto incomprensibile quel decreto del tribunale minorile. Non oso definire sequestro di Stato quello effettuato dal tribunale minorile, però nel preparare questo processo, io che sono papà da poco tempo, mi sono rivisto nei Camparini e anche se ho le capacità tecniche per oppormi in sede giudiziaria, forse mi sarei comportato come loro che non sono dei delinquenti». I genitori, per il secondo rapinento di Anna Giulia a Marina di Massa, hanno finito di scontare (in prova ai servizi sociali) la condanna di 2 anni e 4 mesi. Mentre è pendente in Cassazione un ulteriore ricorso contro il decreto di adottabilità della bimba.
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