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Il procuratore capo: «Il palazzo di giustizia non è sicuro»

di Tiziano Soresina
Il procuratore capo: «Il palazzo di giustizia non è sicuro»

Grandinetti: «Troppi rischi, manca un piano di controllo». Spadoni (5 Stelle): «C’è allerta, tuteliamo gli obiettivi sensibili»

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REGGIO EMILIA. I magistrati aprono le porte del tribunale, per mostrare alla cittadinanza i tanti problemi che affliggono il palazzo di giustizia, non ultimo quello della sicurezza. Un problema, quest’ultimo, decisamente serio visto l’aria che tira – purtroppo ben rivelatasi con la strage di Parigi – e per di più stiamo parlando di una struttura, come quella giudiziaria, considerata un “obiettivo sensibile”.  Una situazione delicata che emerge in tutta la sua evidenza nella conferenza-stampa tenuta dai vertici della sottosezione reggiana dell’Associazione nazionale magistrati (Anm).

Davanti a taccuini e microfoni parla chiaramente Giorgio Grandinetti, nelle vesiti sia di procuratore capo che di presidente reggiano dell’Anm: «C’è un piano sicurezza generico, ma se vogliamo parlare di un piano da aggressione esterna – entra nel merito Grandinetti – ebbene quello non c’è. Manca una sorveglianza attiva sul tribunale. Vi sono soggetti di pericolosità medio-bassa che entrano ed escono dal palazzo di giustizia e dai relativi uffici come e quando vogliono. Insultano se non aggrediscono i magistrati. Fanno manifestazioni con i cartelli.

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"Durante il giorno vi sono due guardie giurate, ma dopo le 20 il portone è chiuso e la guardia se n’è andata, alla domenica non c’è nessuno, nemmeno il riscaldamento... Si corrono, quindi, dei rischi se un malintenzionato vuole svolgere un’azione concreta all’interno del tribunale. Di recente, alla luce dei tragici fatti di Parigi, c’è una forte attenzione da parte delle forze di polizia e il Comitatoper la sicurezza e l’ordine pubblico, ma non è facile tradurre in concreto un piano sicurezza se non vi sono i mezzi». Relativamente ai magistrati, i più “blindati” – a Reggio – sono i giudici penali, decisamente più facile raggiungere gli uffici dei giudici civili e dei sostituti procuratori.

Sulla stessa lunghezza d’onda è la deputata Maria Edera Spadoni del Movimento 5 Stelle: “La riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Raffaele Ruberto – sottolinea con una nota – fa capire come sia fondamentale mantenere alta l’attenzione della sicurezza sugli obiettivi considerati sensibili. Gli attenttai di questi giorni a Parigi hanno letteralmente sconvolto il mondo.

"L’invito del prefetto è anche il nostro: deve essere costante lo scambio di informazioni tra enti che sul territorio operano attraverso i loro servizi e i cittadini che devono segnalare situazioni anomale. La preoccupazione del prefetto sulla zona grigia, in continua evoluzione, è anche quella del M5S: esiste un pericolo potenziale da prendere assolutamente in considerazione. Prefettura e forze dell’ordine – conclude – non devono mai essere lasciate sole e devono essere messe in condizione di poter svolgere la loro attività. Abbiamo aperto un dibattito su dove reperire i fondi”.

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