In scena “Oltre l’azzurro” viaggio nella memoria a teatro
CASTELNOVO MONTI. In occasione della conclusione della mostra fotografica omonima svoltasi nel periodo delle festività a palazzo ducale, il teatro Bismantova domenica 18 dicembre, alle 17, ospiterà...
CASTELNOVO MONTI. In occasione della conclusione della mostra fotografica omonima svoltasi nel periodo delle festività a palazzo ducale, il teatro Bismantova domenica 18 dicembre, alle 17, ospiterà lo spettacolo “Oltre l’Azzurro”, un racconto per voce, corpo, musiche barocche tratto dalle immagini e dagli scritti di Cesare Bedognè, pubblicati da Abao Aqu.
Lo spettacolo rientra nella rassegna “Ri-Cor-Dare” del Bismantova. E’ una produzione curata dall’Istituto diocesano di musica e liturgia di Reggio e dallo stesso teatro castelnovese. Protagoniste le danze di Maria Frepoli, la voce narrante di Emanuele Ferrari, e le musiche di Bach eseguite da Nadia Torreggiani (clavicembalo), Francesco Carraro (oboe), Pietro Mareggini (flauti dolci barocchi).
«Oltre l’azzurro – spiega Cesare Bedognè – è un viaggio nella memoria, a raccogliere rimasugli di tempo vissuto, briciole di ciò che resta del niente. Per questo tutto ha più senso, tutto diventa prezioso: i profumi, i colori, i luoghi, le sfumature di grigio, i ricordi possibili, l’infinito dolore».
Lo spettacolo teatrale nasce dal libro pubblicato dalle edizioni Abao Aqu nel dicembre del 2012. E’ la storia di un incontro con l’anima gemella, di lunghi viaggi tra Nord e Sud dell’Europa, di una malattia che si fa strada inesorabile, di un ritorno a casa, dopo tutto, con i frammenti della propria storia, da mettere in ordine, non in senso cronologico, ma forse cercando quella “eternità d’istante” che ciascuno si porta scolpita dentro.
È l’ottobre del 1998 quando l’autore fa ritorno in patria, dopo lunghi anni in Olanda. Nelle stanze del Nord, la sua compagna è appena morta di cancro. Lui ritrova la città padana nella quale era stato studente: cerca immagini nella nebbia, popola il vuoto di ombre, si moltiplica nei frammenti di specchio d’un vecchio diario. La vita continua, ma il dolore è immutabile. Così l’uomo incomincia a scrivere: sogna, grida, ricorda. E lentamente le immagini si legano tra loro, si stabiliscono corrispondenze, assonanze, richiami. (l.t.)
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