Pasta, riso e uova: a scuole le mense diventano bio
Il Comune modifica il contratto con Cir Food in nove istituti. L’assessore Curioni: «Nessun costo in più per le famiglie»
REGGIO EMILIA. Pasta, riso e uova. Il Comune modifica il contratto con Cir Food per la somministrazione di pasti nelle mense scolastiche, lanciando una sperimentazione per introdurre cibi biologici. È quanto stabilito da una recente delibera dirigenziale del Servizio Officina Educativa, che anticipa di fatto i tempi della normativa nazionale che, attraverso il decreto del ministro dell’Ambiente del 25 luglio 2011, sta introducendo il consumo di alimenti di produzione biologica negli appalti di ristorazione collettiva per almeno il 50% del valore dell’appalto stesso.
La sperimentazione, avviata già a dicembre, si concluderà il prossimo 30 giugno, chiusura dell’anno scolastico, sulla base dei calendari dei vari istituti. Scuola primaria Agosti, scuola primaria Balletti, Ca Bianca, Collodi. E poi scuola primaria Carducci, Dall’Aglio, King, Leopardi e Pezzani. Sono nove in totale gli istituti in cui verrà eseguita questa sperimentazione, per i quali il servizio mensa è gestito dal centro pasti “Braccio di Ferro”: 1.480 gli alunni, cui si aggiungono 119 adulti del personale scolastico, per un totale di 1559 pasti al giorno distribuiti in 67 classi.
«Si tratta di una integrazione qualitativa di alcuni alimenti, stabilita su richiesta di alcune famiglie – spiega Raffaella Curioni, assessore comunale alla Scuola – ci hanno chiesto alimenti biologici per sostituire alimenti convenzionali. Non c’è nessun costo aggiuntivo per le famiglie: la copertura della spesa è a carico del Comune». Secondo la delibera, il costo aggiuntivo per il passaggio dagli alimenti convenzionali a quelli biologici è stato stimato in 0,10 centesimi a pasto. Quanto ai costi complessivi, per l’anno scolastico 2014/2015 ammonta a 18.520 euro. A diventare bio, saranno tutti formati di pasta di semola, il riso bianco (che diventerà parboiled bio in tutte le diverse varietà) e le uova pastorizzate. «La sperimentazione serve per capire il tasso gradimento degli alimenti biologici da parte dei bambini», conclude Curioni.
Ma, nella delibera, anche un’altra novità che riguarda lo yogurt. È proprio sulla base dell’analisi del gradimento, infatti, che lo yogurt non sembra aver riscosso molto successo tra gli scolari, ai quali veniva offerto una volta a settimana in sostituzione della merenda di frutta. Secondo le nuove modifiche, lo yogurt verrà offerto a settimane alternate.
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